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Valvole termostatiche e contabilizzatori di calore

Per avere un’idea quantitativa degli impianti coinvolti dal Decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102 analizziamo in modo esemplificativo e non esaustivo i pregi e i difetti degli impianti centralizzati, ovviamente non dotati di un sistema di valvole termostatiche e di contabilizzatori.

Il Decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102 sull'efficienza energetica
Per avere un’idea quantitativa degli impianti coinvolti dal Decreto legislativo 4 luglio 2014 n. 102 analizziamo in modo esemplificativo e non esaustivo i pregi e i difetti degli impianti centralizzati, ovviamente non dotati di un sistema di valvole termostatiche e di contabilizzatori.
PREGI
Miglior rendimento complessivo della caldaia centralizzata rispetto a più caldaie autonome;
Gestione dell’impianto affidata ad altro soggetto;
In genere costi minori rispetto alla soluzione autonoma;
Sicurezza in generale dell’impianto garantita dai controlli effettuati con puntualità dall’Amministratore.
DIFETTI
Sbalzi termici tra i vari piani (in genere i piani intermedi sono quelli più riscaldati rispetto al I piano o al piano terra e all’ultimo piano) e, a volte, per ovviar a ciò si aumenta la temperatura di mandata della caldaia con conseguente spreco di combustibile; spesso, per i piani intermedi che, in tale modo, diventeranno ancora più caldi, potrei essere costretto ad aumentare i ricambi d’aria con l’apertura degli infissi.
Orari di funzionamento fissi, a prescindere dalla presenza o meno in casa;
Un’unità immobiliare con riscaldamento autonomo vale di più sul mercato immobiliare;
Maggiori litigi per contenziosi con altri condomini;
Nel caso di impianti alimentati a gasolio, possibilità di frodi nella contabilizzazione dei litri di combustibile, oltre a quella relativa alla qualità dello stesso;
Ripartizione delle spese sulla base delle tabelle millesimali non sul consumo effettivo.
Alla luce di quanto detto, sulla base di esperienze realizzative, è stato riscontrato su impianti centralizzati modificati, una possibilità di risparmio oscillante tra il 15 ed il 30%. Cerchiamo di spiegare come sia possibile ottenere questo risparmio. La valvola termostatica consente, nella sua esecuzione più semplice, la regolazione fissa della temperatura desiderata all’interno di ogni stanza. Il principio di funzionamento si basa su di un liquido che si dilata o si contrae in base alla temperatura, trasmettendo il movimento all’otturatore della valvola che aumenta o diminuisce il passaggio dell’acqua calda nel termosifone.
Una simile esecuzione mi permette di impostare, sulla base delle esigenze del proprietario, sui 4 o 5 scatti presenti sulla scala della valvola la temperatura desiderata. Ed è così che, ad esempio, nel caso degli appartamenti più riscaldati, invece che aprire le finestre posso regolare al minimo i termosifoni. Però, nel caso che io rientri a casa in serata, dopo la mia giornata lavorativa all’esterno, nell’orario in cui l’appartamento è vuoto, dovrei chiudere manualmente prima di uscire tutte le valvole o lasciarle alla minima temperatura.
In questo caso, potrei installare le valvole termostatiche cosiddette elettroniche, a programmazione
settimanale, che mi permettono di chiudere le valvole dell’impianto quando sono fuori casa e di riaprirle in corrispondenza del mio rientro, programmando la mia settimana tipo. Giusto per dare un parametro di valutazione rapido, ogni grado in più nella stanza corrisponde a circa il 7 % (sette percento) in più di consumo; ciò significa che passando da 20 a 23 gradi il consumo aumenta circa del 20 %.
La valvola termostatica mi permette quasi di far funzionare un impianto centralizzato come se fosse autonomo sommando tutti i vantaggi dei due diversi sistemi.
Il contabilizzatore di calore è uno strumento elettronico ancorato (fissato) al nostro radiatore in una posizione specifica e serve a misurare il calore che il radiatore cede all’aria della stanza (trasferimento di calore): per fare ciò è dotato di 2 sonde che misurano la temperatura del radiatore e la temperatura della stanza (la prima sonda è girata verso l’interno del radiatore, la seconda verso l’esterno).
Il contabilizzatore non comunica in nessun modo con la valvola termostatica ma misura solo queste due temperature ed esegue alcuni calcoli, restituendo l’energia termica fornita dal termosifone.
Ovviamente le tipologie di tali apparecchiature sono moltissime, come pure le modalità di memorizzazione e trasmissione delle informazioni ad un concentratore di piano, o ad una postazione centralizzata. È evidente che conoscendo e misurando i miei consumi, posso essere incentivato a ottimizzare le temperature riducendone i relativi costi. In definitiva la contabilizzazione del calore abbinata ad elementi di termoregolazione permette di gestire autonomamente la temperatura in ogni unità immobiliare suddividendo le spese secondo i singoli consumi e non secondo le tabelle millesimali.

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