Una Giunta prossima allo scioglimento

Povera Virginia Raggi, non ne azzecca proprio una. L’ultimo degli innumerevoli ostacoli nel quale è inciampata è quello di una Giunta con solo tre donne. E già perché esiste una norma nello Statuto di Roma Capitale che impone la parità di numero di assessori tra uomini e donne. E invece la sua squadra è pericolosamente sbilanciata verso esponenti maschili. Non si tratta di un fatto da poco visto che l’ex sindaco Gianni Alemanno fu costretto ad azzerare e rifare la sua Giunta proprio perché era incappato in un errore analogo.
Certo si tratta di un errore da poco calcolando tutti quelli che Virginia Raggi ha inanellato nei suoi primi cento giorni di governo. O meglio di non governo giacché per tre mesi il Campidoglio è rimasto paralizzato (sono state approvate appena 40 le delibere e si tratta per la maggior parte di nomine) mentre la città si dibatteva tra cumuli d’immondizia, strade sporche e disastrate e un trasporto pubblico definitivamente collassato.
L’impressione che si ha è che il sindaco non abbia idea su come amministrare una grande città che è anche una capitale, e di essere completamente disarmata di fronte alle emergenze di cui soffre Roma. E soprattutto non lo sanno coloro che “teleguidano” Virginia Raggi, da Luigi Di Maio a Casaleggio junior a Beppe Grillo. Basta vedere cosa è accaduto con l’AMA. Ad agosto il sindaco e il fondatore di MV5 avevano annuciato trionfanti che Roma era finalmente pulita. Facile a dirsi alla vigilia di Ferragosto. Peccato che a settembre, con il rientro dei romani dalle vacanze, la situazione era tornata come prima, o peggio. In più c’è un inquietante sviluppo giudiziario: l’assessore Muraro – che si occupa appunto dell’Ama – è indagata per abuso d’ufficio ma è difesa a spada tratta dal sindaco. Perché? Cosa c’è che non si sa e che spinge Virginia Raggi a sfidare anche i malumori del suo stesso partito?
Da una partecipata all’altra, l’ATAC non sta meglio. Affogata dai debiti si trova con un parco bus sempre più ridotto a causa dei guasti di vetture che dovrebbero essere sostituite perché troppo vecchie, meccanicamente inaffidabili e inquinanti: quasi una su due è ferma nelle rimesse e per i ricambi si ricorre alla cannibalizzazione di altri veicoli. Non va meglio la metropolitana, con due linee sovraccariche e spesso costrette a fermarsi. Intanto la C è impantanata perché non ci sono più fondi per andare avanti.
Ma è anarchia totale anche per quel che riguarda il traffico. Vigili inesistenti e strade intasate: è la foto di quest’autunno. In centro, come nelle periferie, i furgoni che trasportano la merce parcheggiano indisturbati ovunque, senza rispettare alcuna regola.
Insomma c’è davvero tanto da fare. Ma Virginia Raggi, per ora, è riuscita solo a dire no alle Olimpiadi. Nel 2024. Roma ha bisogno di interventi un po’ più urgenti.