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La ripartizione mista delle spese delle pensiline

Il codice civile vuole che le spese necessarie per la conservazione dell’edificio e il godimento delle parti comuni, e per i servizi nell’interesse di tutti i condomini, vadano ripartite secondo i millesimi. La regola trova un’eccezione laddove si tratta di cose o lavori destinati a servire i condomini in misura diversa; in tal caso le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può fare delle migliorie. Con riguardo alle pensiline occorre verificare se queste sono nell’interesse di tutti i condomini oppure solo di alcuni. Nel primo caso l’onere si divide per millesimi; nel secondo invece solo tra i condomini avvantaggiati (e comunque, anche tra loro, per millesimi).

Si tratta quindi di una valutazione che va fatta caso per caso, alla luce dell’opera concreta e della sua modalità di realizzazione. Nel caso di specie, il giudice ha verificato che, per com’erano conformate le pensiline, esse servivano per evitare che l’acqua cadesse sui balconi degli ultimi piani, ma se ne avvantaggiava l’intero stabile, avendo anche lo scopo di preservare la facciata dall’acqua. Di conseguenza ha ritenuto legittima una ripartizione mista delle spese, in due parti uguali, ponendo la prima metà a carico dei proprietari degli appartamenti all’ultimo piano, che godevano in maniera diretta dei benefici derivanti dalle tettoie, e la seconda sull’intero condominio, che traeva dalle medesime tettoie un beneficio indiretto. Ebbene, la Cassazione, sent. n. 6010/19 del 28 febbraio 2019, ha ritenuto legittima siffatta divisione della spesa.

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