Sicurezza degli edifici e responsabilità

La sala del Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra a Roma, era gremita per l’attesa Tavola rotonda organizzata dal Coordinamento Unitario dei Proprietari Immobiliari (FEDERPROPRIETÀ-ARPE, UPPI, CONFAPPI, MOVIMENTO PER LA DIFESA DELLA CASA) e i responsabili degli Amministratori di Condominio dell’ANACI e dell’UNAI, su un tema di estrema attualità come la corretta interpretazione dell’articolo 1130 n. 6 del Codice Civile riguardante l’edificio e la responsabilità dell’amministratore del condominio.

Il presidente nazionale di FEDERPROPRIETÀ-ARPE, on. Massimo Anderson, ha introdotto i lavori rilevando come la legge n. 220/2012 non possa essere giudicata né buona né cattiva; tuttavia in molti passaggi, ha suscitato perplessità, tanto che, nel corso degli anni, più volte si è stati costretti a organizzare incontri e tavole rotonde per interpretarne correttamente i contenuti e fornire le necessarie informazioni agli associati che hanno necessità di certezze.

In merito al registro dell’anagrafe condominiale, il presidente nazionale dell’UPPI, avv. Gabriele Bruyere, ha evidenziato come ora non corrisponda ai requisiti dalla “nuova” disposizione di legge. Per questo è necessaria una corretta interpretazione al fine di evitare per il futuro inutili spese e, soprattutto, controversie a livello condominiale e legale.

Il presidente di CONFAPPI-FNA, avv. Silvio Rezzonico, ha ricordato come siano importanti i dati sulle condizioni di sicurezza delle “parti comuni” dell’edificio e come l’obbligo di garantire questo genere di documenti sia fondamentale al fine di prevenire ogni tipo di rischio.

Il presidente nazionale dell’ANACI, ing. Francesco Burrelli, ha puntato la sua attenzione su come siano notevolmente aumentate le attribuzioni dell’amministratore al quale è stata affidata la cura del registro dell’anagrafe condominiale che deve contenere i dati non solo dei singoli condomini ma di tutti gli eventuali usufruttuari, conduttori o comodatari, i dati catastali di ciascun’unità immobiliare e ogni dato concernente le condizioni di sicurezza.

Il punto di vista degli amministratori è stato esposto dal presidente nazionale dell’UNAI, dott. Rosario Calabrese, che ha confermato la necessità di ottenere un’interpretazione ufficiale della legge tramite circolare ministeriale con le corrette indicazioni per l’applicazione della nuova norma di cui all’art. 1130 n. 6, codice civile.

Il primo tra i relatori del convegno è stato il vicepresidente di FEDERPROPRIETÀ, avv. Giovanni Bardanzellu, che è intervenuto in merito ai profili d’interpretazione della nuova normativa e ha ricordato come sia necessario che il fabbricato sia dotato di tutte le certificazioni dovute per garantire ai condomini le massime condizioni di sicurezza.

Il vicepresidente dell’ARPE, avv. Mauro Mascarucci, che ha parlato delle responsabilità dell’amministratore e dei condomini nonché dell’incidenza sulla polizza assicurativa del fabbricato ha evidenziato come ogni eventuale incombenza non debba ricadere sui proprietari immobiliari con nuovi gravosi oneri economici.

Per l’UPPI, sono quindi intervenuti, l’avv. Vincenzo Tortorici, che ha ricordato quali siano le responsabilità civili e penali dell’amministratore, e l’avv. Marco Gaito che ha puntualizzato le eventuali cause di revoca del mandato all’amministratore e quali invece siano le responsabilità dei singoli condomini.

Si è aperto quindi un ampio dibattito che ha interessato i rappresentanti degli ordini professionali presenti tra il pubblico.

Al termine dei lavori, coordinati e conclusi da uno dei massimi esperti di settore, il magistrato Alberto Celeste, è stato deciso unitariamente di realizzare un documento contenente tutti i punti analizzati durante il convegno e inviarli alle Istituzioni competenti: Ministero di Grazia e Giustizia e Ministero delle Infrastrutture.

Sul prossimo numero della rivista pubblicheremo un commento del dott. Alberto Celeste sul tema del convegno e il documento elaborato dai relatori.