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Sgravi fiscali per una casa verde

Sgravi fiscali per una casa verde

Gli interventi normativi riguardanti le agevolazioni per l’efficientamento e il risparmio energetico delle abitazioni, di recente, si sono arricchiti di un ulteriore regime di aiuti decisamente rivolto verso l’utilizzazione strutturale del verde.

Grazie alle previsioni di cui alla legge di bilancio del 2018, infatti, è possibile usufruire di detrazioni fiscali, pari al 36% e fino a 5.000 euro per unità abitativa, per la sistemazione di giardini, terrazze, balconi, anche condominiali, giardini d’interesse storico, fornitura e messa a dimora di piante e arbusti e riqualificazione dei prati.

Si tratta di una svolta legislativa storica sicuramente rivolta non solo verso il miglioramento energetico, ma anche verso la riqualificazione ambientale e di contesto, nel senso più ampio del termine.

Il provvedimento in questione, infatti, punta a consentire l’utilizzo delle nuove tecnologie bio vegetali per la copertura verde dei solai e delle pareti degli immobili, ma anche per la realizzazione di particolari strutture di “verde verticale” da interni, particolarmente utili nei processi di riduzione dell’inquinamento atmosferico e nel miglioramento della qualità delle prestazioni lavorative.

Secondo alcune ricerche compiute dal CNR e dall’Università di Catania, ad esempio, i tetti verdi consentono di limitare i massimi estivi di temperatura, con macro risparmi energetici notevoli.

Nelle stagioni invernali, a conferma della sua validità, il fenomeno opera in senso inverso, infatti, tali forme innovative di verde agiscono riducendo i minimi termici, determinando un risparmio importante sia nelle stagioni più calde, che in quelle più fredde.

Risultati molto rilevanti relativi alla qualità dell’aria, come già detto, sono stati studiati e verificati anche con l’uso di pareti vegetali da interno.

Secondo una ricerca effettuata dal Dipartimento di Botanica dell’Ateneo Catanese, infatti, un muro verde di cm 80x40x200 è in grado di abbattere fino a 240 tonnellate di anidride carbonica l’anno, vale a dire l’equivalente, in emissioni, dell’inquinamento prodotto da quasi 420 automobili.

Secondo la stessa ricerca, per raggiungere il medesimo obiettivo, bisognerebbe mettere a dimora poco meno di 300 alberi.

Sullo stesso argomento, appare interessante uno studio della NASA, durato circa venticinque anni, il quale ha dimostrato che, grazie a una cinquantina di piante da interni selezionate, è possibile assorbire fino all’80% delle sostanze nocive presenti nelle case o negli uffici, migliorando notevolmente la qualità della vita di chi abita o lavora in quegli ambienti.

Le piante in questione, ripetutamente testate, sono in grado di “divorare” polveri sottili (Pm 10), biossido di azoto e ozono, producendo, secondo gli esperimenti compiuti, lo stesso effetto, come già sostenuto, di quasi trecento alberi, ma utilizzando meno dell’uno per cento dello spazio occupato da questi.

Il risultato non è di secondaria importanza, poiché consente di svolgere un’azione di profonda bonifica anche in spazi relativamente contenuti come possono essere le abitazioni, gli uffici o i condomini.

I riferimenti normativi e regolamentari più rilevanti per quanti avessero interesse a utilizzare questo genere di prodotti innovativi, avvalendosi delle previste agevolazioni, sono:

Il DPR 2 aprile 2009 n. 59;

Il regolamento di attuazione del DL 2005, n. 192, riguardante la direttiva comunitaria 2002/91/CE sul regolamento energetico in edilizia;

La legge 14 gennaio 2013 n. 10;

Il Decreto 4 giugno del 2013 n. 63.

Riguardo agli interventi rivolti non ai proprietari d’immobili o a condomini, bensì alle amministrazioni comunali, dunque al contesto urbano, è opportuno, infine, ricordare l’obbligo dei comuni a «promuovere l’incremento degli spazi verdi e ad adottare e favorire il risparmio e l’efficienza energetica, con particolare riferimento alle coperture a verde, quali strutture dell’involucro edilizio, atte a determinare il contenimento di consumo di energia».

Un esempio di virtuosa applicazione delle disposizioni indicate riguarda la città di Palermo che, con delibera consiliare 27 gennaio 2016, n. 21, dunque ancora in assenza delle nuove disposizioni fiscali agevolative, ha stabilito una riduzione degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione per tutti gli interventi per i quali è dimostrato risparmio energetico in misura non inferiore al 25%, rispetto ai valori minimi previsti dalla legge.

Una positiva segnalazione va inoltre dedicata alle procedure burocratiche le quali, una volta tanto, sono piuttosto snelle.

Sono allo studio di FEDERPROPRIETÀ forme di consulenza e di assistenza tecnica agevolata, rivolte agli associati che fossero interessati ad avvalersi delle misure e delle biotecnologie previste.

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