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Reato di molestia per chi citofona ripetutamente ai vicini

Secondo la Corte di Cassazione Sez. VII pen., ordinanza n. 58085/2018 commette reato di molestia e disturbo alle persone ai sensi dell’art. 660 c.p. chi suona ripetutamente il citofono dei vicini, bussa alla porta anche di notte e cosparge olio e sostanze corrosive sul pianerottolo, solo per disturbare. Il Tribunale aveva condannato l’imputato alla pena dell’ammenda di 500 euro per il reato di molestia e disturbo alle persone (art. 660 c.p.) e al risarcimento dei danni da liquidarsi in sede civile alla persona offesa. Ricorreva in appello l’imputato, denunciando la carenza di prove sulla sua colpevolezza, non essendo credibili le dichiarazioni della persona offesa e dei suoi congiunti, in quanto animati da sentimenti di astio nei suoi confronti.   La Cassazione, con ordinanza n. 58085/2018 dichiara il ricorso inammissibile perché propone una versione dei fatti in contrasto con quella risultante dalla sentenza di primo grado, visto che, come risulta da detta pronuncia «l’imputato, sin da quando la famiglia (omissis) si era trasferita nell’appartamento confinante con quello dello (omissis), aveva attuato una serie di sistematiche molestie, azionando ripetutamente il citofono dei vicini, in orario notturno e più volte consecutivamente, bussando alla porta dell’abitazione, cospargendo il pianerottolo di olio e di sostanze corrosive».

La Corte non ha avuto dubbi sulle testimonianze rese dai familiari di parte civile e da un altro condomino presente al momento di alcuni dei fatti descritti.

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