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Quali sono gli obblighi di tracciabilità

La legge di Bilancio 2017 ha previsto l’obbligo di tracciabilità per i pagamenti fatti dai condomìni per le prestazioni concernenti contratti di appalto di opere o servizi.

In essa è aggiunto un comma, il n. 2 ter, al famoso art. 25 ter del dpr n. 600 del 1973, quello che prevede che il condominio diventa sostituto d’imposta all’atto del pagamento di corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto e di opere o servizi.
Secondo il nuovo comma, detti pagamenti devono essere fatti dai condomìni tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità, che consentano all’amministrazione finanziaria di svolgere efficaci controlli, che saranno stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
L’inosservanza di dette disposizioni è punita con sanzioni pecuniarie da 250 a 2 mila euro.
In pratica, la norma in esame si applica al pagamento dei corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto, di opere e servizi nell'esercizio d’impresa o di attività commerciali occasionali e non abituali.
A titolo esemplificativo – negli edifici condominiali – riguarda le prestazioni eseguite per interventi di manutenzione o ristrutturazione degli impianti elettrici o idraulici, ovvero l'esecuzione di attività di pulizia, manutenzione di caldaie, ascensori, giardini, piscine e altre parti comuni.
Tra l’altro dette prestazioni non possono più essere pagate in contanti; anche se il compenso è inferiore alla soglia di 2.999,99 euro fissata dalle norme antiriciclaggio.
Sono, invece, esclusi da detta applicazione il pagamento di corrispettivi previsti dai contratti diversi da quelli di opera, come, per esempio, la somministrazione di energia elettrica, acqua, gas e simili, di assicurazione, di trasporto e di deposito, salvo che il corrispettivo non sia pagato in conformità a un contratto di servizio di energia.
La disposizione, quindi, non opera a “tutto campo” essendo circoscritta esclusivamente alle prestazioni di servizi indicate all’art. 25-ter, comma 1, D.P.R. n. 600/1973.


Potranno continuare a essere pagati in contanti i compensi spettanti a professionisti, collaboratori e fornitori del condominio diversi da quelli sopra indicati, facendo però attenzione a non superare le soglie previste dalla normativa antiriciclaggio, che prevedono particolari applicazioni per il pagamento di acconti.


Al momento i pagamenti devono essere fatti tramite conti correnti bancari o postali. Potranno essere stabilite con apposito decreto ministeriale altre modalità di pagamento idonee ad assicurare la tracciabilità del movimento di denaro.
Sempre in tema di tracciabilità, un’altra disposizione, sia pure non esattamente coincidente con quella appena esposta, prevede l’obbligo di tracciabilità degli incassi che nel caso di specie per il condominio possono essere le quote condominiali oppure i fitti attivi degli immobili locati.


L’art. 1129 c.c., con le modifiche introdotte dalla legge n. 220/2012, obbliga l’amministratore a «far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, e quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico C/C, postale o bancario, intestato al condominio».


Secondo un’interpretazione letterale, la portata della disposizione suindicata è più circoscritta. Non è per niente previsto il divieto di incassare somme in contanti. Deve essere però rispettato il limite di 2.999,99 euro previsto dalla normativa antiriciclaggio.


Si potrebbe ritenere corretto che l’amministratore incassi le quote condominiali in contanti, ma dovrà prima depositarle sul conto corrente bancario o postale e in seguito potrà liberamente disporne per eventuali pagamenti. Non è possibile, quindi, un utilizzo diretto del denaro contante senza il preventivo transito sul conto intestato specificamente al condominio.
Ora, per effetto dell’intervento realizzato dalla legge di Bilancio 2017 riguardante, i pagamenti che il condominio deve eseguire, l’obbligo di tracciabilità è quasi integrale.


L’utilizzo del denaro contante diventa così molto limitato.

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