Osservatorio  nazionale

NON SERVE UN MINISTERO PER LA CASA

Riattivare  l’Osservatorio  nazionale

Ultimamente sta circolando l’idea di istituire un Ministero per la casa. Tuttavia crediamo che in tempi di spending review non sia il caso di istituire una nuova e costosa struttura burocratica quando, a livello centrale, già esiste un Ministero, quello per le Infrastrutture e Trasporti, che in materia ha tutte le competenze rimaste in capo allo Stato. Non sarebbe invece più ragionevole ripristinare un grande luogo di confronto come l’Osservatorio nazionale sulle politiche abitative che, consentendo la rappresentazione degli interessi delle amministrazioni pubbliche, delle associazioni della grande e piccola proprietà e dei sindacati di settore, era in grado di favorire uno scambio di informazioni e di esperienze, di grande utilità per decisioni condivise? Questo Osservatorio sarebbe anche un’ottima cabina di regia tra le Associazioni operanti nel settore e il Ministero delle infrastrutture

Innanzitutto chiediamoci che fine ha fatto l’Osservatorio nazionale sulle politiche abitative, che fu istituito dall’art. 21, comma 4 del D.L. 01/10/2007, n. 159, dedicato al «Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica. Risorse per opere di ricostruzione delle zone del Molise e della provincia di Foggia colpite da eventi sismici». Vediamo di seguito le previsioni dell’art. 21.

Comma 1 – Nei comuni di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 8 febbraio 2007, n. 9, al fine di garantire il passaggio da casa a casa delle categorie sociali ivi indicate e di ampliare l’offerta di alloggi in locazione a canone sociale per coloro che sono utilmente collocati nelle graduatorie approvate dai comuni, è finanziato, nel limite di 550 milioni di euro per l’anno 2007, un programma straordinario di edilizia residenziale pubblica finalizzato prioritariamente al recupero e all’adattamento funzionale di alloggi di proprietà degli ex IACP o dei comuni, non assegnati, nonché all’acquisto, alla locazione di alloggi e all’eventuale costruzione di alloggi da destinare prioritariamente a soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio in possesso dei requisiti di cui all’articolo 1 della citata legge n. 9 del 2007 e diretto a soddisfare il fabbisogno alloggiativo, con particolare attenzione alle coppie a basso reddito, individuato dalle regioni e province autonome, sulla base di elenchi di interventi prioritari e immediatamente realizzabili, con particolare riferimento a quelli ricompresi nei piani straordinari di cui all’articolo 3 della stessa legge e in relazione alle priorità definite nel tavolo di concertazione generale sulle politiche abitative. Le graduatorie sono revisionate annualmente e a tal fine viene considerato l’intero reddito familiare del soggetto richiedente, nonché la disponibilità di altri immobili da parte del richiedente. L’amministrazione finanziaria provvede ad effettuare periodicamente accertamenti a campione su tali soggetti. In ottemperanza alla normativa comunitaria e nazionale relativa al rendimento energetico in edilizia, il programma straordinario di edilizia residenziale pubblica di cui al presente comma deve essere attuato in modo da garantire il rispetto dei criteri di efficienza energetica, di riduzione delle emissioni inquinanti, di contenimento dei consumi energetici e di sviluppo delle fonti di energia rinnovabile.

Comma 2 – Entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono al Ministero delle infrastrutture e al Ministero della solidarietà sociale gli elenchi degli interventi di cui al comma uno.

Comma 3 – Con decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuati gli interventi prioritari e immediatamente realizzabili, sulla base degli elenchi di cui comma 1, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni. Col medesimo decreto sono definite le modalità di erogazione dei relativi stanziamenti che possono essere trasferiti direttamente ai comuni e agli ex IACP comunque denominati, ovvero possono essere trasferite in tutto o in parte alla Cassa depositi e prestiti, previa attivazione di apposita convenzione per i medesimi fini. La ripartizione dei finanziamenti deve assicurare un’equa distribuzione territoriale.

Comma 4 – L’uno per cento del finanziamento di cui al comma 1 è destinato alla costituzione e al funzionamento dell’Osservatorio nazionale e degli Osservatori regionali sulle politiche abitative, al fine di assicurare la formazione, l’implementazione e la condivisione delle banche dati necessarie per la programmazione degli interventi di edilizia residenziale con finalità sociali, nonché al fine di monitorare il fenomeno dell’occupazione senza titolo degli alloggi di proprietà dell’ex IACP o dei comuni. Il Ministro delle infrastrutture, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, con decreto da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto tenuto conto della concertazione istituzionale di cui al comma 1 dell’articolo 4 della legge 8 febbraio 2007, n. 9, sentita la Conferenza unificata, definisce la composizione, l’organizzazione e le funzioni dell’Osservatorio, anche ai fini del collegamento con le esperienze e gli osservatori realizzati anche a livello regionale.

Comma 4-bis – Tutti i soggetti gestori del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica hanno l’obbligo, nel rispetto dei principi di efficienza, flessibilità e trasparenza, di assicurare, attraverso un sistema di banche dati consultabile via internet, tutte le informazioni necessarie al pubblico, permettendo al contempo un controllo incrociato dei dati nell’ambito di un sistema integrato gestito dall’amministrazione finanziaria competente. Dall’attuazione della presente norma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Comma 4-ter – Per l’anno 2007 è stanziata la somma di 50 milioni di euro per la prosecuzione degli interventi di cui all’articolo 1, comma 1008, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, da realizzare limitatamente alle opere pubbliche, ai sensi degli articoli 163 e seguenti del citato codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche attraverso la rimodulazione dei singoli interventi in base alle esigenze accertate.

Come abbiamo visto, è il comma 4 quello che istituisce l’Osservatorio, organismo che aveva la sua ratio in quanto luogo di confronto delle esperienze dei vari stakeholders legati alle politiche abitative per consentire al decisore politico il massimo dell’informazione e della condivisione. Oggi l’Osservatorio non è più operativo perché la legislazione successiva ha soppresso gli organismi che operavano presso i ministeri attribuendo le competenze alle strutture interne degli stessi. Con il Dpcm 11 febbraio 2014, n. 72, le competenze dell’Osservatorio sono passate alla Direzione generale per la condizione abitativa.

Non sarebbe il caso di tornare a valorizzare l’Osservatorio invece di immaginare nuove e costose strutture ministeriali? È una valutazione di buon senso che affidiamo al decisore politico invitandolo a destinare il massimo dell’attenzione alle politiche sulla casa, al disagio sociale ma anche alle istanze della proprietà edilizia troppo spesso calpestate.