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Obbligo di formazione permanente per gli amministratori

La legge n. 220/2012 ha innovato significativamente la figura dell’amministratore, introducendo nuove regole in merito alla nomina, revoca, attribuzioni, poteri e obblighi. L’art 71 bis delle Disposizioni di attuazione del codice civile e disposizioni transitorie prevede cinque requisiti di “onorabilità” (dalla lettera a alla lettera e) e due requisiti di “professionalità” (lettere g e f) che l’aspirante amministratore deve possedere per svolgere l’incarico, con la precisazione che i requisiti di “professionalità” (diploma scolastico di secondo grado e obbligo di formazione iniziale e periodica) non sono richiesti qualora l’amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile.
Secondo il predetto articolo 71 bis delle disposizioni di attuazione al codice civile, può svolgere l’attività di amministratore, chi ha frequentato un corso di formazione e di aggiornamento per amministratore di condominio.
 Rispetto all’acquisizione del titolo tramite la frequenza di un corso formativo va precisato che il legislatore – con il d.l. 23.12.2013 n.145, noto come “Destinazione Italia”, convertito nella Legge del 21.02.2014 n. 9 – ha apportato alcuni correttivi alla nuova disciplina dell’art 71 bis disp. att. c.c. tra cui la nuova disposizione che ha programmato l’emanazione di un apposito regolamento emanato con decreto del Ministero della Giustizia – n. 140 del 13 agosto 2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 222 del 24 settembre 2014 – relativo alla formazione degli amministratori di condominio.
I corsi di formazione iniziale – ossia per l’abilitazione – devono durare minimo 72 ore (di cui 48 di teoria e 24 ore di esercitazione pratica), mentre quelli di aggiornamento periodico annuale per tutti gli amministratori devono durare almeno 15 ore (anche con casi teorico-pratici).
Che cosa succede se l’amministratore in carica non provvede a formarsi periodicamente? La norma non regola specificatamente il caso, ma, la sanzione si deduce da altri articoli del codice civile.
Innanzitutto, secondo l’articolo 1137, «contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l’autorità giudiziaria chiedendone l’annullamento». Pertanto la delibera che confermasse l’incarico a un amministratore che non abbia attestato (anche con modalità telematiche) in assemblea di adempiere regolarmente l’obbligo di formazione permanente, sarebbe annullabile, su ricorso dei condomini assenti dissenzienti o astenuti, probabilmente potrebbe rilevarsi addirittura nulla e quindi ricorribile da tutti e senza limiti di tempo.
Inoltre, come previsto dall’articolo 1129 del codice civile, l’amministratore, che, compie una “grave irregolarità” non formandosi permanentemente, potrebbe, essere revocato dall’Autorità Giudiziaria, su richiesta di un solo condomino. Alla luce di quanto detto, il permanere alla guida di un fabbricato di un amministratore che non rispetti gli obblighi di formazione permanente comporta gravi rischi.
La norma indicata, articolo 71 bis delle disposizioni di attuazione al codice civile è sicuramente imperativa, ai sensi dell’articolo 1418, ossia disposta nell’interesse generale e non derogabile con accordo tra le parti.
In applicazione, del principio, il condominio non potrà mai deliberare, anche all’unanimità, di nominare un amministratore, non in regola con gli obblighi di aggiornamento professionale, in deroga a quanto disposto dell’articolo 71 bis, più volte citato.
La mancanza ab origine dei requisiti di cui all’art. 71 bis disp att. c.c., pertanto, comporta la nullità della deliberazione di nomina, poiché adottata in violazione di norme imperative, e quindi la nullità dell’incarico (contratto di mandato). Tale nullità può essere eccepita da chiunque vi abbia interesse (concreto e dimostrabile) e in qualsiasi tempo. Da ciò deriva che deve ritenersi nulla la clausola, seppur contenuta in un regolamento contrattuale o negli atti di acquisto dei singoli condomini, che consenta la nomina ad amministratore di un soggetto privo dei requisiti di onorabilità e professionalità. Altra conseguenza è che l’amministratore sprovvisto dei requisiti previsti dall’art. 71 bis disp. att. c.c. non potrà agire nei confronti del condominio con l’azione contrattuale per conseguire il compenso che si riferisce all’attività espletata, essendo il relativo contratto nullo.
Si potrebbe, altresì, verificare l’ipotesi che l’amministratore al momento della nomina abbia i requisiti di professionalità, ma che negli anni successivi di rinnovo dell’incarico non abbia rispettato l’obbligo di formazione periodica, ciò può costituire motivo di revoca del mandato da parte dell’assemblea o dell’Autorità Giudiziaria su ricorso di ciascun condomino.
In quest’ambito si segnala la sentenza del Tribunale di Padova, sez. I Civile 24 marzo 2017, n. 818. Il caso di specie riguardava una delibera con cui l’assemblea del condominio decideva la nomina ad amministratore della società A. sas, il cui legale rappresentante era privo dei requisiti necessari; detta delibera veniva impugnata con ricorso per mediazione, procedura che si concludeva con la dichiarazione di cessazione della materia del contendere a seguito della successiva delibera del 10 febbraio 2016 che revocava la precedente.
L’assemblea del condominio del 10 febbraio 2016, oltre a revocare la precedente delibera, reiterava la nomina, quale amministratore del condominio, la medesima società A. sas costringendo l’attore a una nuova impugnazione per il medesimo motivo poiché il socio amministratore della società non provava di avere adempiuto l’obbligo di frequentare i corsi di aggiornamento previsti dal dm 140/2014 di almeno 15 ore l’anno. Sosteneva di averne fatta espressa richiesta in assemblea e che, per tutta risposta, l’amministratore della società A. sas aveva risposto che «gli obblighi previsti dalla normativa vigente saranno eseguiti secondo la propria disponibilità», costringendo quindi l’attore a impugnare la delibera e instaurare di seguito la procedura per mediazione.
Secondo il Tribunale di Padova, nel decreto ministeriale n. 140/2014, entrato in vigore il 9 ottobre dello stesso anno, si legge che l’obbligo di formazione ha cadenza annuale e, poiché non si parla di anno solare, si deve ritenere che l’obbligo di aggiornamento/frequentazione dei corsi vada dal 9 ottobre 2014 al 09 ottobre 2015 e di seguito per gli anni successivi. Seguendo questo meccanismo non è possibile recuperare i corsi di formazione periodica annuali essendo ogni certificato valevole per l’anno successivo.
È pacifico in giurisprudenza che la mancanza di frequentazione del corso rende illegittima la nomina di un amministratore di condominio nel senso che egli non potrà assumere incarichi per l’anno successivo e che la relativa delibera sarebbe nulla.
All’assemblea del 10 febbraio 2016, per impedire l’impugnativa, l’amministratore avrebbe dovuto fornire la prova di avere eseguito quanto previsto dalla norma e, in mancanza dell’attestato, almeno la documentazione attestante l’iscrizione al corso obbligatorio o un’autocertificazione; non l’ha fatto costringendo l’attore all’impugnazione della delibera per far valere il proprio diritto ad avere come amministratore del condominio una persona qualificata, come prevede la norma.
Il tribunale dichiarava altresì che quanto alla convocazione in giudizio della società amministratrice, doveva considerarsi affetta da mancanza di legittimazione passiva giacché l’oggetto della domanda era la declaratoria di nullità o annullamento della delibera del 10 febbraio 2016 per mancanza dei requisiti per la valida nomina di amministratore che, in ipotesi di accoglimento della domanda attorea, avrebbe comportato automaticamente la sua revoca.
L’amministratore non aveva quindi motivo per essere citato in giudizio per esprimere la sua opposizione alla domanda di revoca dell’amministratore, formulata, peraltro, solo nei confronti del condominio in sede d’impugnativa.
Il Tribunale di Padova nella sentenza n. 818/2017 ha dichiarato nulla la delibera di nomina dell’amministratore condominiale che non abbia frequentato un valido corso di formazione annuale, chiarendo che non è possibile recuperare a tale mancanza l’anno successivo: le 15 ore di aggiornamento periodico previste per la specifica annualità dal decreto del Ministero della giustizia n. 140/2014 devono essere acquisite entro il 9 ottobre di ogni anno.
Allo stato, pertanto, saranno i condomini a dover verificare il possesso dei requisiti di cui all’art. 71 bis disp. att. c.c. in capo al proprio amministratore con le conseguenze di cui si è detto innanzi: nullità della nomina in caso di mancanza ab origine dei requisiti, con conseguente nullità di tutti gli atti compiuti e contratti conclusi dal falsus procurator con possibilità di obbligo risarcitorio nei confronti dei condomini e dei terzi.