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“Molestie olfattive” inquadrabili nel reato di getto pericoloso di cose

Corte di Cassazione, con sentenza del 24 marzo 2017, n. 14467

La Corte di Cassazione, con sentenza del 24 marzo 2017, n. 14467 ha individuato, nel reato di getto pericoloso di cose, anche le emissioni di odori da cucina, proveniente da un’abitazione privata, che superino una certa soglia di tollerabilità, con la specificazione che quando non esiste una predeterminazione normativa dei limiti delle emissioni, si deve sempre far ricorso al criterio della normale tollerabilità ex art. 844 c.c. (Cfr. sentenza, n. 34896 del 14/07/2011), che rimane comunque un referente normativo.
Una coppia di condomini erano indagati per il reato di cui all'art. 674 c.p. (getto pericoloso di cose), per aver provocato continue immissioni di fumi, odori e rumori nel sovrastante appartamento, sito nello stesso condominio, sporcandone i muri ed arrecando molestia ai proprietari dell'immobile. Il Tribunale di Gorizia pronunciava nei confronti dei coniugi una sentenza di non luogo a procedere, per intervenuta prescrizione. I coniugi impugnavano la suddetta pronuncia.
La Corte d'appello riteneva la fattispecie correttamente considerata sotto l'art. 674 c.p. e valutava congrua la prova dei fatti raggiunta in primo grado, attraverso la testimonianza delle persone offese e la deposizione del teste chiamato a ispezione la canna fumaria, trovando una fessura verticale, cui doveva attribuirsi la fuoriuscita di odori, vapori, rumori e residui di combustione.
Gli imputati hanno impugnato anche la sentenza della Corte d'appello, chiedendone l'annullamento senza rinvio e l'assoluzione dal reato di cui all'art. 674 codice penale.
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile, facendo rientrare il caso di specie giunto all'esame, nella previsione ex art. 674 del codice penale configurabile anche nel caso di "molestie olfattive”.

Categoria: Sentenze
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