Lite temeraria: il condomino deve risarcire i danni

Ecco le conseguenze per il condomino che apre un contenzioso del tutto pretestuoso.
Secondo la Corte di Cassazione con la sentenza 5 luglio 2017 n. 16482 in merito al risarcimento danni da lite temeraria, il condomino che abbia incardinato un contenzioso pretestuoso, va condannato (10 mila euro) per l’insostenibilità dell’impugnazione e per  mancanza di diligenza nel valutare la tesi sostenuta.
Secondo la Corte, o il condomino era in malafede, conoscendo l’insostenibilità delle sue tesi, oppure (riferendosi esplicitamente all’avvocato del condòmino) ha tenuto una condotta gravemente colposa per non aver usato la «exacta diligentia» esigibile.
Ne consegue che il risarcimento per lite temeraria deve essere liquidato dal giudice in via equitativa sulla base degli elementi in concreto desumibili dagli atti di causa.
La responsabilità, aggravata ex art.96 c.p.c., sanziona quel comportamento illecito della parte (poi terminata soccombente nel giudizio) che dia luogo alla c.d. lite temeraria.
Si tratta del comportamento della parte che nonostante sia consapevole dell’infondatezza della sua domanda o eccezione (mala fede), la propone ugualmente, costringendo la controparte a partecipare a un processo immotivato.