Le banche nel business del mattone

Due grandi istituti di credito creano società d’intermediazione in aperta concorrenza con gli operatori del settore
«Le tasse sulla casa? Un vero e proprio esproprio statale». Ne è convinto Paolo Righi presidente nazionale della Federazione degli agenti immobiliari professionali (FIAIP), principale associazione della categoria, riconosciuta dalla Commissione europea, con più di 45mila addetti, tra agenti immobiliari e turistici, promotori, amministratori, consulenti del credito, gestori di beni immobili.
Rappresentanti di questo importante settore economico hanno denunciato il pericolo (per alcuni si tratta di un attentato) rappresentato dalle banche dopo che i due più grandi istituti di credito italiani sono entrati nel mercato delle intermediazioni immobiliari.
Tra i compiti della FIAIP c’è la raccolta di dati sull’andamento del mercato immobiliare urbano e turistico italiano. E qui si annida l’insidia dell’ampiamento della sfera d’intervento senza una regola degli istituti di credito.
Secondo Righi le norme di tassare la casa in Italia tradiscono i principi costituzionali per cui il cittadino o il bene deve essere tassato sul reddito che produce. Avendo, invece, IMU e TASI un aspetto patrimoniale, le tasse non sono pagate sul reddito prodotto ma sulla semplice proprietà dell’immobile.
Già nel 1946 il Governatore della Banca d’Italia (poi presidente della Repubblica) Luigi Einaudi scriveva che la patrimoniale andava usata raramente e comunque doveva avere uno scopo. In Italia invece è stata usata dai vari governi in maniera indiscriminata, senza uno scopo preciso.
L’imposta patrimoniale, che non si basa sul reddito prodotto, ha un carattere espropriativo. Chi abita nella propria casa non può pagare anche le tasse sulla proprietà della stessa, proprio perché non è fonte di reddito. I dati statistici rilevano che dal 2008 la rete del mercato immobiliare ha subito una perdita di 600 mila posti di lavoro e che il valore del patrimonio immobiliare è passato dagli otto ai sei miliardi di euro.
Prima di allora l’investimento immobiliare era considerato di medio-lungo termine poiché non scontava l’inflazione. Dopo il crollo delle Torri Gemelle a New York e il crac dei mutui NINJA (no income, no job, no assets), erogati cioè a soggetti disoccupati e nullatenenti, l’investimento nel mattone ha ceduto il passo alla finanza. L’economia mondiale è entrata in crisi e la politica ha compiuto l’errore di non valutare a sufficienza i danni dell’eccessiva finanziarizzazione.
Il mercato immobiliare è un settore molto delicato, che richiede agli operatori, oltre a esperienza professionale, capacità di guadagnare la fiducia della clientela. Mescolare le carte complica il rapporto banca-cliente.
In conseguenza della crisi e delle difficoltà delle famiglie a pagare i mutui regolarmente, molti immobili sono finiti nella disponibilità delle banche. I due principali istituti di credito (Intesa Sanpaolo e Unicredit) hanno allora preso la palla al balzo e stanno diventando agenzie immobiliari dopo aver creato o acquisito agenzie o società figlie o sorelle per finanziare le erogazioni di credito che altrimenti non avrebbero concesso, facendo pagare ai clienti intermediazioni salate.
È nata così Intesa Sanpaolo Casa con 32 agenzie immobiliari in dodici città italiane (Milano, Torino, Pavia, Genova, Monza, Bergamo, Brescia, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli) e una squadra di 340 agenti.
Unicredit SubitoCasa ha avviato l’attività nel 2014, opera con 600 agenti convenzionati e ha già realizzato 4.500 transazioni. Da poco ha aperto un punto d’incontro sulla casa a Milano. L’obiettivo è un fatturato di trentasei milioni da raggiungere alla fine dell’anno.
Si prevede che gli istituti di credito faranno sempre più concorrenza alle agenzie immobiliari, offrendo ai loro clienti la possibilità di completare tutto il percorso in banca (mutuo, intermediazione con commissioni dal 2,6 al 4 per cento).
In qualche caso sono offerti servizi accessori come progettazione e ristrutturazione d’interni, preventivi per gli onorari dei vari professionisti (architetti, geometri, avvocati, ditte edili) di cui si ha bisogno.
L’espansione delle banche in questo settore sta preoccupando il mondo dei proprietari, ma soprattutto delle agenzie che rivendicano un ruolo specifico in un settore molto complesso.