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L’addebito di somme al singolo condomino per “solleciti legali”

L’addebito di somme al singolo condomino per “solleciti legali”
Gli amministratori di condominio, con troppa disinvoltura, spesso inseriscono nei rendiconti condominiali da approvare in assemblea l’addebito al condomino moroso delle spese relative all’invio di un sollecito legale. Scopri di più!

Gli amministratori di condominio, con troppa disinvoltura, spesso inseriscono nei rendiconti condominiali da approvare in assemblea l’addebito al condomino moroso delle spese relative all’invio di un sollecito legale.

Come vedremo tale ingiusto addebito comporta la nullità della delibera.

Addebito di somme al singolo per "solleciti illegali", cos'è

Si tratta di un errore molto comune che raramente emerge perché - in considerazione dell’esiguità dell’importo - il condomino tende a non impugnare la delibera viziata, dovendo altrimenti anticipare i costi del giudizio.

In proposito una recente sentenza del Tribunale di Milano (Trib. Mi, sez. XIII civ., 22 giugno 2020, n. 3516, dott.ssa Fazzini, che accoglie appello contro Gdp, sez. IV civ., 1° agosto 2018, dott.ssa Marchioretto) può essere l’occasione per richiamare orientamenti ormai risalenti ed individuare i motivi di tale nullità.

Nel caso di specie occorre premettere che l’assemblea aveva approvato il rendiconto che addebitava al condomino, oltre agli importi liquidati con decreto ingiuntivo, anche ulteriori spese stragiudiziali quali la lettera di messa in mora inviata dal legale ed addirittura le somme per un atto di citazione mai iscritto a ruolo. Nel rendiconto, infatti, si leggeva “analisi situazione morosità; redazione solleciti di pagamento […]; gestione amministrativa passaggio pratiche al legale per riscossione quale condominiali”.

Il giudice meneghino ha dichiarato la delibera nulla proprio nella parte in cui addebitava tali costi al singolo condomino.

Nel motivare la decisione, il Tribunale ha richiamato un orientamento consolidato e ultradecennale: «È affetta da nullità la deliberazione dell’assemblea condominiale che incida sui diritti individuali di un condomino, come quella che ponga a suo totale carico le spese del legale del condominio per una procedura iniziata contro di lui, in difetto di una sentenza che ne sancisca la soccombenza, e detta nullità, ex art. 1421 c.c., può essere fatta valere dallo stesso condomino che abbia partecipato all’assemblea ancorché abbia espresso voto favorevole alla deliberazione, ove con tale voto non si esprima l’assunzione o il riconoscimento di una sua obbligazione» (V. Cass. civ., sez. II, 6 ottobre 2008, n. 24696, rel. dott. Parziale).

L’impugnazione della delibera, quindi, è stata accolta perché «è circostanza pacifica che l’assemblea abbia approvato in bilancio di imputare al condomino appellante spese non documentate, nonché la redazione di un atto di citazione, mai iscritto al ruolo, procedendo sostanzialmente a deliberare di autoliquidarsi delle spese stragiudiziali, senza che le sia attribuito dal legislatore alcun potere in tal senso». Irrilevante, ai fini della decisione e dell’addebito al privato, l’emissione della fattura nei confronti del condominio da parte del difensore per l’attività stragiudiziale.

Addebito di somme al singolo condomino per “solleciti legali”, conclusioni

In proposito occorre rilevare che, viceversa, qualora il credito nei confronti del condomino sia fondato su una pronuncia giurisdizionale (ad es. decreto ingiuntivo), non è discusso che l’amministratore potrà/dovrà addebitare nel rendiconto il costo in capo al singolo: «È legittima la delibera condominiale che, in via ricognitiva, addebiti al singolo condomino le spese liquidate a suo carico e a favore del condominio in un provvedimento giurisdizionale - nella specie, decreto ingiuntivo - provvisoriamente esecutivo» (V. Cass. civ. Sez. VI - 2 Ord., 18/01/2016, n. 751, rel. dott. Giusti).

In sintesi, l’amministratore potrà addebitare nel rendiconto al singolo condomino i costi legali sostenuti per attività stragiudiziale di recupero crediti soltanto a fronte di un espresso riconoscimento di debito del condomino, a nulla valendo l’eventuale voto positivo in assemblea di approvazione.

Da ultimo, il Tribunale ha ritenuto parimenti irrilevante «che in vicende analoghe l’assemblea abbia deliberato su addebiti personali in ordine ai quali l’appellante non ha mai sollevato alcuna obiezione […] non costituendo tale circostanza un elemento sulla del quale escludere la nullità della stessa».

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