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La privacy nel condominio: cosa c’è da sapere?

La privacy nel condominio: cosa c’è da sapere?
Con la legge 220/2012 del Codice Civile relativo al condominio negli edifici si è rivoluzionato un po’ tutto a partire dai rapporti tra amministratori e condomini e in particolar modo ciò che concerne le azioni di trattamento dei dati personali. E’ certamente uno dei quesiti più scottanti che sono emersi dopo l’entrata in vigore del GDPR.

Chi è il titolare dei dati della privacy del condominio?

La risposta a questa domande talmente banale quanto giusta darla: l’amministratore di condominio. E’ infatti lui il Titolare del Trattamente dei dati personali in riferimento ad ogni singolo condominio da lui amministrato.
D’altro canto è difficile trovare e creare, in questo caso, una figura diversa da quella dell’amministratore di condominio: è infatti corretto ricordare che in tal senso l’assemblea è un organismo unicamente deliberativo e che non tiene in mano alcun potere giuridico. In seconda istanza ogni ente ha un rappresentante legale, quindi la figura dell’amministratore.

La privacy del condominio: quali norme di riferimento?

Se proprio si vuole andare fino a fondo basti considerare l’adempimento dettato dall’obbligo dell’art. 1130, comma 6 del Codice Civile che appunto identifica nell’amministratore del condominio l’obbligo di:

"Curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio”

Un’azione insomma che rientra di diritto nella nozione di “trattamento” di dati personali.

Attività esterne e di gestione che l’amministratore del condominio deve tener conto: dovrebbe certamente avere una nomina da parte dell’assemblea.

Dall’altra parte diventa necessario e utile da parte del condomio presentare quanto richiesto dal GDPR e dal D. Lgs. 196/2003 ai fini dell’adeguamento del singolo condominio amministrato.

Un lavoro di certo non da poco in caso di più condomini in cui si è titolare: diventa quindi onere garantire importanti informative indispensabili per poter svolgere l’attività.

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