logo-ARPE
Home Speciali tecnici Contatti

Impugnare la delibera

Termine per impugnare la delibera condominiale

Secondo Ordinanza della Corte di Cassazione n. 24399, pubblicata in data 4 ottobre 2018 ai fini del decorso del termine d’impugnazione, ex art. 1137 c.c., ove la comunicazione del verbale assembleare al condomino, assente all'adunanza, sia stata data a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, la stessa deve aversi per eseguita, in caso di mancato reperimento del destinatario da parte dell'agente postale, alla stregua dell'art. 1335 c.c., al momento del rilascio del relativo avviso di giacenza del plico presso l'ufficio postale, in quanto idoneo a consentirne il ritiro (e quindi indipendentemente dal momento in cui la missiva viene ritirata), salvo che il destinatario deduca e provi di essersi trovato senza sua colpa nell'impossibilità di acquisire la detta conoscenza. È opportuno ricordare come della questione si sia incidentalmente occupata anche la Corte Costituzionale, con l’ordinanza n. 52, del 21 marzo 2014, con la declaratoria di manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt.1137,1334 e 1335 c.c.

Ciò posto tale interpretazione è stata, altrettanto di recente, messa in discussione dalla stessa Suprema Corte (Sent. 25791/2016), la quale ha dato atto del sopra detto (quasi) costante orientamento ma, nondimeno, ha osservato che «questa Corte ha affermato che la prova dell'avvenuto recapito della lettera raccomandata contenente il verbale dell'assemblea condominiale all'indirizzo del condomino assente all'adunanza comporta l'insorgenza della presunzione "iuris tantum" di conoscenza, in capo al destinatario, posta dall'art. 1335 c.c., nonché, con essa, la decorrenza del "dies a quo" per l'impugnazione della deliberazione, ai sensi dell'art. 1137 cod. civ. (cfr. Sez. 6 - 2, Sentenza n. 22240 del 27/09/2013 Rv. 627897)», ritenendolo condivisibile, ma che, tuttavia, solo «ove lo si colleghi effettivamente "all'avvenuto recapito dell'atto all'indirizzo del condomino assente", ma il problema per l'interprete sorge allorché l'atto non venga, di fatto, recapitato all'indirizzo ma venga compiuto solo un tentativo di recapito stante l'assenza del destinatario o delle persone abilitate alla ricezione: in tale ipotesi appare davvero arduo estendere la suddetta regola perché il presupposto è ben diverso». La stessa ricorda come la fattispecie, in assenza di esplicita previsione normativa, dovrebbe essere trattata alla stessa stregua della notificazione degli atti giudiziari effettuata a mezzo posta, disciplinata dall'articolo 8 Legge n. 890/1982.

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi tutti i mesi ARPENews con notizie su condominio, attualità e giurisprudenza:

mail_outline

Proseguendo accetti l'informativa Privacy.