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Il termine per impugnare la delibera assembleare non può essere ridotto dal regolamento condominiale

Con ordinanza n. 19714 del 21 settembre 2020, la Cassazione ha dichiarato la nullità della clausola di un regolamento condominiale contrattuale che stabiliva un termine di decadenza di quindici giorni – inferiore a quello (30 gg) previsto dall’art. 1137 c.c. – per chiedere all’autorità giudiziaria l’annullamento della delibera assembleare.

Nel caso di specie, un condomino aveva impugnato la delibera innanzi al Tribunale di Milano rispettando il termine decadenziale previsto dalla legge, ma non quello più breve contenuto nel regolamento condominiale di natura contrattuale. Sia il Tribunale sia la Corte d’Appello di Milano avevano respinto la domanda, considerando l’attore decaduto dal diritto di impugnazione, sul presupposto che, trattandosi di una impugnativa riguardante diritti di contenuto patrimoniale, dunque disponibili per le parti, il regolamento da tutti approvato potesse legittimamente prevedere un termine inferiore a quello di legge.

La Cassazione, al contrario, ha accolto per manifesta fondatezza la tesi del condomino, censurando i giudici di merito i quali neppure avevano preso in considerazione l’orientamento ormai consolidato della inderogabilità e preminenza dell’art. 1138, IV comma c.c., secondo il quale le norme del regolamento, anche se di natura contrattuale, non possono comunque derogare, tra le altre, alle disposizioni dell’art. 1137 c.c. che concede per l’impugnativa di annullamento della delibera condominiale davanti all’autorità giudiziaria un termine di trenta giorni, certamente perentorio, ma che non può essere abbreviato menomando i diritti del condomino.

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