IL MERCATO ENERGETICO E RISPARMIO PER GLI EDIFICI

L’Italia ha l’energia e il gas più cari d’Europa. Non lo dicono solo gli utenti ma anche le statistiche. La bolletta della famiglia tipo italiana dal primo luglio 2017 è aumentata del 2,8 per cento. Una variazione, decisa dall’Autorità per l’energia, legata all’andamento dei prezzi dei mercati all’ingrosso conseguenza degli alti consumi collegati alla stagionalità del caldo periodo estivo, alla scarsa idraulicità accumulata durante l’inverno e al fermo di numerose centrali nucleari francesi.

Per il gas si registra invece una riduzione dei prezzi del 2,9 % in conseguenza della stagione di bassi consumi a livello europeo pur restando per le famiglie il doppio della spesa elettrica.

Il mercato energetico è in grande movimento. La fine del mercato tutelato di energia elettrica e gas è stata fissata per il primo luglio 2019 ma si trascina dietro polemiche di maxi bollette dovute a ritardi o disguidi. In queste settimane Eni gas luce ha lanciato una campagna pubblicitaria dal titolo “ G eni Us” per invitare i clienti a fornirsi di un diario energetico, un programma che monitora mese dopo mese l’uso che fa la famiglia dell’energia, e fornisce consigli e strumenti concreti per avere consumi più efficienti. L’altra iniziativa Eni riguarda il modo di ottenere calore ed energia elettrica da sistemi a concentrazione solare da un’idea di Archimede di 2000 anni fa.

Gli operatori corteggiano i proprietari di casa in vista dei cambiamenti che provocherà la liberalizzazione del mercato.

A Strasburgo si sta discutendo il pacchetto legislativo Clean Energy for All Europeans che riforma il mercato elettrico e le normative in materia di energia rinnovabili e di efficienza energetica. Il tema dell’energia è stato al centro del convegno milanese organizzato dal “ Centro per un futuro sostenibile” presieduto da Francesco Rutelli, presente anche l’ambasciatore cinese Li Ruiyn che si è soffermato sui rapporti Cina-Europa dopo gli ultimi sviluppi della Conferenza di Parigi sul clima provocati dall’uscita dall’accordo internazionale degli Usa di Donald Trump.

In materia energetica nel passato si sono fatti molti errori. Occorre un cambiamento basato su un sistema poco “energovoro”. In Italia si stanno affrontando molti aspetti del contenimento del fabbisogno energetico degli edifici che rappresentano il settore che assorbe la percentuale più alta d’energia destinata agli usi finali (19%).

C’è consapevolezza nei cittadini della necessità di ridurre la dipendenza energetica e a che punto è la preparazione dell’industria italiana in merito alla gestione del processo relativo all’efficienza e all’uso razionale dell’energia? L’utilizzo dell’energia primaria è destinata a crescere nel prossimo ventennio.

Per un paese come l’Italia privo di materia prime l’efficienza energetica significa ridurre la dipendenza, stimolare la diffusione delle risorse rinnovabili, spingere le industrie a utilizzare impianti che prevedono l’uso di sistemi di trasformazione delle fonti possibili più efficienti. Si sta facendo strada la smart house, una casa intelligente in cui tutto è automatizzato: dal controllo degli impianti di condizionamento e de-umidificazione alla manovra dei serramenti. Con il condizionatore intelligente si può risparmiare in bolletta fino al 7%, bastano due gradi sotto la temperatura esterna mentre alcuni palazzi nuovi o ristrutturati hanno spazi multifunzionali e servizi in comune: più confort e costi ridotti.

Per riflettere su questi problemi l’Enea ha organizzato una giornata di dibattito tracciando alcune linee relative all’introduzione delle tecnologie digitali legate all’efficienza energetica e passando in rassegna gli incentivi e i provvedimenti fiscali a supporto della rivoluzione industriale in atto.

Il miglioramento dell’efficienza energetica passa anche per la riduzione degli sprechi, dalla modifica dei comportamenti socio-culturali dei vari soggetti interessati.

Il problema dei costi coinvolge le aziende, le attività agricole, gli edifici e quindi i loro proprietari.