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Giurisprudenza e Condominio, cosa sapere

Giurisprudenza e Condominio, cosa sapere
Ecco qualche giurisprudenza da tenere a mente per il condominio

1) Riscaldamento centralizzato: regolamento condominiale e distacco del singolo

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza 10 febbraio 2020, n. 3060) pur in ipotesi di rinuncia o distacco dall'impianto di riscaldamento centralizzato, è comunque valida la clausola del regolamento contrattuale che ponga a carico del condomino rinunciante o distaccatosi l'obbligo di contribuzione alle spese per il relativo uso in aggiunta a quelle, comunque dovute, per la sua conservazione, potendo i condomini stabilire, mediante convenzione espressa adottata all'unanimità, il contenuto dei loro diritti e obblighi e, dunque, ferma l'indisponibilità del diritto al distacco, suddividere le spese relative all'impianto anche in deroga agli artt. 1123 e 1118 c.c., a ciò non ostando alcun vincolo pubblicistico di distribuzione di tali oneri condominiali dettato dall'esigenza dell'uso razionale delle risorse energetiche e del miglioramento delle condizioni di compatibilità ambientale (Cass. Sez. 6 - 2, 18/05/2017, n.12580; Cass. Sez. 2, 02/11/2018, n. 28051).

Così com’è valida la convenzione contenuta in un regolamento contrattuale di condominio sulla ripartizione delle spese della bolletta dell'acqua, potendo un tale accordo essere poi modificato, solo all'unanimità, dai condomini, e non soltanto per effetto dell’installazione di un contatore di sottrazione in una singola unità immobiliare.

2) Locazioni: la registrazione tardiva

Con l'ordinanza n. 2866, depositata il 6 febbraio 2020, la Corte di Cassazione ha stabilito che se il contratto, nullo ai sensi della L. n. 311/2004, è registrato tardivamente può produrre i suoi effetti ex tunc, cioè sin dal momento in cui è stato firmato (e non quindi da quando è registrato); la Corte cita il precedente di cui alla sentenza di Legittimità n. 32934 del 2018, ma il principio è stato ribadito varie volte dalla giurisprudenza e negli ultimi anni appare consolidato (v. ad es. Cass. n. 6309/2019).

Nel caso di specie, si trattava in particolare di un contratto di locazione stipulato prima dell'entrata in vigore della norma che sanziona con la nullità la mancata registrazione del contratto di locazione e che comunque, seppur tardivamente, era stato registrato.

3) Conto corrente condominiale, l'uso da parte dell'amministratore non indica evasione fiscale

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 3211 depositata in cancelleria l'11 febbraio 2020 ha stabilito che spetta al Fisco indicare gli elementi concreti, diversi dalla semplice relazione con l'intestatario, che collegano il conto al contribuente, elementi che ben possono essere anche di semplice valenza presuntiva, quali l'assenza di fonti apparenti che giustifichino i versamenti in conto oppure la coincidenza tra versamenti o prelevamenti e operazioni di presumibile equivalente valore fatte dal contribuente o anche l'abnormità delle movimentazioni di denaro rispetto all'attività del titolare del conto, elementi che l'Agenzia non ha in alcun modo fornito nel caso in esame.

L’Agenzia delle entrate notificava avviso di accertamento Irpef, Irap, e Iva, avverso un amministratore condominiale, lamentando incongruenze nella sua dichiarazione dei redditi, motiviate anche sulla scorta della movimentazione di conti correnti bancari intestati ai condomini dallo stesso amministrati. In pratica secondo l’ufficio, l’amministratore utilizzava i conti dei condomini per occultare propri guadagni.

Secondo la Cassazione la relazione d'uso tra conto condominiale e amministratore non può essere di per sé indice di condotte illecite da parte dell'amministratore, ossia, ad esempio, indicatore di evasione fiscale da parte dello stesso.

4) Occupazione sine titulo d’immobile e stato di necessità

Con la sentenza n. 5195/2020 la Corte di Cassazione stabilisce che la situazione d’indigenza non è di per sé idonea a integrare la scriminante dello stato di necessità, per difetto degli elementi dell'attualità e dell’inevitabilità del pericolo, atteso che alle esigenze delle persone che versano in tale stato è possibile provvedere per altri mezzi.

Il caso riguardava l'occupazione illegittima di un alloggio di edilizia residenziale pubblica che si protraeva da più di cinque anni. Secondo la Cassazione, non sussiste alcuna situazione di emergenza poiché ci sono congiunti cui chiedere ospitalità e c'è la possibilità di rivolgersi agli assistenti sociali. Va quindi respinto il ricorso dell'imputata condannata per danneggiamento e occupazione abusiva d’immobile.

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