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FAQ sulla fatturazione elettronica

FAQ sulla fatturazione elettronica
Risposte alle domande più frequenti per consumatori finali e condomìni

Ricordiamo che la Legge di Bilancio 2018 (art. 1, commi 909-917 della L. 205/2017) ha previsto, a decorrere dall’1.1.2019, l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria nell’ambito dei rapporti tra privati (B2B e B2C) cioè tra soggetti IVA ma anche tra soggetti IVA e consumatori finali.

Tralasciamo, in quest’articolo, tutte le complessità di quest’adempimento legate ai soggetti esonerati, alle registrazioni e numerazioni di tali fatture, all’utilizzo d’intermediari per l’invio, al conferimento delle deleghe, al delicato problema del trattamento dei dati personali con gravi criticità legate alla privacy, all’utilizzo della PEC o del codice identificativo per la corretta ricezione.

Vogliamo invece concentrarci sul soggetto “consumatore finale”, cioè chi non fa l’acquisto del bene o del servizio per la propria attività d’impresa o di lavoratore autonomo bensì per la propria sfera personale e quindi il così detto B2C (business to consumer) e a tutti i soggetti a lui assimilati.

L’Agenzia delle entrate durante gli ultimi mesi è dovuta intervenire ripetutamente per chiarire i nuovi delicati adempimenti legati alla fattura elettronica.

Riportiamo di seguito le risposte ai quesiti più comuni relativi a tale argomento.

I professionisti dal 2019 saranno obbligati a emettere fatture elettroniche anche ai cittadini senza partita Iva. Il cliente può pretendere di ricevere comunque la versione cartacea o in formato Pdf? Se fornisce la Pec, gli si deve inviare a quell’indirizzo la fattura elettronica oppure è tenuto a scaricarla dallo SdI?

Come stabilito dall’art. 1 del d.lgs. n. 127/15, l’operatore IVA, residente o stabilito, è obbligato a emettere la fattura elettronica anche nei rapporti con i consumatori finali (B2C) e a consegnare agli stessi una copia della fattura elettronica emessa, in formato analogico o elettronico, salvo che il cliente non rinunci ad avere tale copia. Inoltre si sottolinea che, tanto i consumatori finali persone fisiche quanto gli operatori che rientrano nel regime forfettario o di vantaggio, quanto i condomini e gli enti non commerciali, possono sempre decidere di ricevere le fatture elettroniche emesse dai loro fornitori comunicando a questi ultimi, ad esempio, un indirizzo PEC (sempre per il tramite del Sistema di Interscambio). Gli operatori che rientrano nel regime di vantaggio o nel regime forfettario e gli operatori identificati (anche attraverso rappresentante fiscale) in Italia non hanno, invece, l’obbligo di emettere le fatture elettroniche; tali soggetti non hanno neppure l’obbligo di conservare elettronicamente quelle ricevute nel caso in cui il soggetto non comunichi al cedente/prestatore la PEC ovvero un codice destinatario con cui ricevere le fatture elettroniche.

Quali sono gli obblighi in termini di fattura elettronica a carico di amministratore e condòmini?

Il condominio non è un soggetto titolare di partita IVA e non emette fattura. Gli operatori IVA residenti o stabiliti che emetteranno fattura nei confronti di un condominio saranno tenuti a emettere fattura elettronica via SdI considerando il condominio alla stregua di un “consumatore finale”. Pertanto, come previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018:

  • nel compilare la fattura elettronica riporteranno il codice fiscale del condominio nel campo dell’identificativo fiscale CF del cessionario/committente;
  • valorizzeranno il campo “codice destinatario” della fattura elettronica con il codice convenzionale “0000000” e invieranno la fattura elettronica al SdI;
  • consegneranno una copia della fattura elettronica trasmessa – in formato analogico o elettronico – al condominio. Nella copia dovrà essere esplicitamente detto che si tratta della copia della fattura trasmessa. Si coglie l’occasione per evidenziare che tali regole valgono anche per gli enti non commerciali non titolari di partita IVA.

Sono un privato cittadino senza partita IVA: se voglio e chiedo la fattura all’esercente o al professionista che mi vende un prodotto o mi offre un servizio, sono costretto a fornire un indirizzo PEC? Se ho le credenziali Fisconline, posso accedere alla consultazione delle fatture elettroniche che i fornitori hanno emesso nei miei confronti? In che modo?

Se il consumatore finale chiede la fattura, non è obbligato a riceverla elettronicamente e, quindi, non è obbligato ad avere e a fornire un indirizzo PEC all’esercente o al professionista da cui acquista il bene o il servizio. Quando il consumatore finale chiede la fattura, l’esercente o il professionista è obbligato a emetterla elettronicamente verso il Sistema di Interscambio e anche a fornirne copia su carta (o, ad esempio, pdf per e-mail) al cliente: quest’ultima è perfettamente valida e non c’è alcun obbligo ad acquisire e gestire la fattura elettronica da parte de cliente. Dal secondo semestre di quest’anno, come previsto dall’ultima legge di Bilancio, l’Agenzia delle entrate offrirà un servizio di consultazione delle fatture elettroniche anche ai consumatori finali persone fisiche; con tale servizio il consumatore finale potrà consultate le fatture che i fornitori avranno inviato all’Agenzia sin dal primo gennaio scorso. Queste regole sono state stabilite per garantire il rispetto delle disposizioni sulla tutela dei dati personali. Pertanto, al momento per il primo semestre, il servizio online di consultazione delle fatture elettroniche per i consumatori finali persone fisiche non è attivo.

Copia cartacea o elettronica per il consumatore finale

È importante, infine, riportare un passaggio della FAQ n. 45 pubblicata il 21 dicembre 2018 nella quale l’Agenzia delle entrate rilevava che, qualora il cliente sia un consumatore finale (operazione B2C), l’esercente dovrà comunque mettere a disposizione della controparte, al momento dell’emissione della fattura elettronica, una copia analogica o elettronica della fattura, salvo che il cliente non vi rinunci. Si precisa che ai fini del controllo documentale di cui all’articolo 36 ter del DPR n. 600 andrà fatto riferimento ai contenuti della copia analogica della fattura elettronica rilasciata al consumatore finale. In caso di discordanza nei contenuti fra fattura elettronica e copia cartacea della stessa, salvo prova contraria, sono validi quelli della fattura digitale.

Per intenderci, la procedura di controllo formale e documentale di cui all’art. 36 ter del DPR n. 600 «è diretta alla verifica della correttezza degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione […] attraverso un riscontro documentale finalizzato a comprovare la spettanza degli elementi che hanno concorso a determinare l'imposta dovuta dal contribuente». Trattasi quindi della documentazione che l’Agenzia delle entrate potrà chiedere al contribuente per verificare la corretta detrazione o deduzione delle stesse.

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