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Fatturazione elettronica e condominio

Fatturazione  elettronica  e condominio
La questione della personalità giuridica del condominio è stata negli anni passati molto dibattuta; purtroppo, a tutt’oggi il nostro legislatore non ha dato nessuna definizione giuridic

Stando alle sentenze dei giudici, sia di merito sia della Cassazione che si sono succedute nel tempo, il condominio è stato qualificato o come “ente di gestione senza personalità giuridica” e distinto dai suoi partecipanti; quindi, per intenderci qualcosa di molto simile a un'associazione o addirittura è stato considerato una “nullità giuridica”.

Il fatto che il condominio non abbia una sua qualificazione giuridica non impedisce, però, che lo stesso sia considerato un “soggetto fiscale” con un proprio codice che lo identifica e lo connota sia nei rapporti attivi e passivi e sia nelle procedure giudiziarie.

Che il condominio sia un soggetto rilevante ai fini fiscali si deduce dell'art. 2, primo comma, d.p.r. n. 605/73 che così recita:

“Sono iscritte all'anagrafe tributaria, secondo un sistema di codificazione stabilito con decreto del Ministro per le finanze, le persone fisiche, le persone giuridiche e le società, associazioni e altre organizzazioni di persone o di beni prive di personalità giuridica”.

Il condominio, dunque, è uno di quei soggetti, rectius, un'organizzazione di persone o beni privi di personalità giuridica obbligato a domandare il codice fiscale che lo identifica e lo connota sia nei rapporti attivi e passivi e sia nelle procedure giudiziarie.

Il codice fiscale serve per identificare in modo univoco le persone fisiche e giuridiche e altri soggetti diversi, come può essere il condominio, non obbligati alla dichiarazione d’inizio attività ai fini IVA.

Ricordiamo, molto brevemente, che il condominio quale sostituto d’imposta è tenuto ai seguenti adempimenti fiscali:

Effettuare e versare con modello F24 le ritenute d’acconto;
Rilasciare le relative certificazioni;
Presentare la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta con modello 770.
Inoltre, il condominio deve presentare la dichiarazione ai fini IMU, ricorrendone i presupposti, tramite l’amministratore e in nome del condominio.

L’amministratore di condominio in carica al 31 dicembre deve comunicare annualmente all’Anagrafe tributaria l’importo complessivo dei beni e servizi acquistati dal condominio nell’anno solare e i dati identificativi dei fornitori. Per tale ragione l’amministratore deve produrre, nella propria dichiarazione dei redditi con modello redditi (già unico), il “quadro AC- Comunicazione dell’amministratore di condominio”.

Il “quadro AC-Comunicazione dell’amministratore di condominio” fa parte della dichiarazione personale dell’amministratore e, quindi, non si tratta di un Modello di Redditi intestato al condominio.

Come noto il legislatore, con D.L. n. 119 del 23.10.2018 (c.d. “Collegato Manovra”), ha confermato l’applicazione delle disposizioni in materia di fatturazione elettronica a decorrere dallo 01.01.2019.

Per fattura elettronica si intende il documento informatico emesso in formato strutturato (XML, in altre parole Extensible Markup Language) inviato al Sistema di Interscambio (SdI) di cui al D.M. 7.3.2008 e recapitato da questi al soggetto ricevente (Provv. Agenzia delle Entrate 89757/2018).

Il suddetto D.L. estende l’obbligo di fatturazione elettronica anche agli scambi B2B, vale a dire la fatturazione tra aziende, e anche al B2C, ovvero alla fatturazione verso i consumatori privati privi di partita IVA.

I soggetti privati che emetteranno fattura nei confronti del condominio dovranno procedere alla trasmissione della fattura tramite Sistema di interscambio. Si tratta, in definitiva, del completamento di un percorso iniziato con l’obbligo di emissione delle fatture in formato elettronico per i documenti destinati alla Pubblica Amministrazione.

La fattura deve essere emessa nel nuovo formato elettronico anche nei riguardi dei consumatori finali non in possesso della partita IVA. In questo caso si pone il problema del codice destinatario da indicare nel file in formato XML, posto che si tratta di un elemento fondamentale per trasmettere il documento al sistema d’interscambio.

Dato che il condominio è considerato, agli effetti della fatturazione, un “privato consumatore”, la fattura dovrà indicare, secondo quanto stabilito dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate Prot. n. 89757/2018, il codice convenzionale “0000000”quale codice destinatario.

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018 stabilisce, infatti, che il codice convenzionale “0000000” dovrà essere inserito nel caso in cui il soggetto cessionario/committente sia un consumatore finale in possesso del solo codice fiscale da inserire nella sezione delle informazioni anagrafiche del file della fattura elettronica del cessionario/committente.

In questo caso il soggetto trasmittente (cioè il fornitore oppure un terzo), inserirà il codice fiscale del condominio e quello convenzionale “0000000”, di modo perché il SdI renderà disponibile la fattura elettronica all’acquirente consumatore finale nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate, rilevando però che sarà altresì necessario consegnare al cliente consumatore finale una copia informatica oppure analogica della fattura elettronica. L’originale del documento può essere visionato nell’area privata di “Fatture e Corrispettivi”.

Le fatture elettroniche devono, come sopra accennato, essere prodotte, inviate, archiviate e conservate in un formato digitale chiamato XML (Extensible Markup Language), un linguaggio informatico che identifica il documento in tutti gli elementi essenziali previsti dalla legge.

Anziché cartacea, la fattura avrà pertanto un formato XML e la sua trasmissione dovrà avvenire da parte del soggetto obbligato a emetterla unicamente attraverso il sistema SdI. Il documento elettronico conterrà tutti gli elementi necessari, ex art. 21-bis del d.P.R. n. 633/72.

I privati consumatori senza partita IVA, compresi i condomini e i consorzi, enti non commerciali e soggetti con solo codice fiscale non possono applicare l’E-fattura. Tali soggetti la riceveranno in Fisconline o Entratel dall’emittente; quest’ultimo dovrà, comunque, consegnarne una copia cartacea al consumatore finale.

In alternativa alla ricezione tramite Sdi, il privato può comunque chiedere di ricevere la fattura tramite PEC.

Va da sé che usando i servizi telematici, messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate senza nessun costo di licenza, l’amministratore del condominio non potrà addebitare altri oneri al condominio, neppure per quel che riguarda l’emissione delle sue fatture poiché è possibile predisporre e inviare le fatture elettroniche in forma completamente gratuita dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Se l’amministratore decide di rivolgersi ad altri soggetti invece di far da sé è una sua scelta personale i cui costi non possono, appunto, essere addebitati ad altri soggetti.

In conclusione, le fatture elettroniche sono canalizzate attraverso il SdI ai propri clienti. In assenza di tale procedura le fatture si considerano non emesse.

Il recapito della fattura elettronica assume le seguenti modalità:

Il Sistema di Interscambio recapita la fattura al soggetto cessionario/committente o a un suo intermediario incaricato.

La fattura potrà essere recapitata:

Attraverso il sistema di posta elettronica certificata (PEC);
Attraverso i sistemi di cooperazione applicativa (software “web service“);
Ad opera di sistemi che consentono la trasmissione di dati tra terminali remoti (protocollo FTP – File Transfer Protocol).
Per il ricevimento del documento, l’Agenzia delle Entrate ha attuato un servizio di registrazione con il quale il cessionario/committente, o l’intermediario incaricato, può specificare al SdI il canale e l’indirizzo telematico che vuole utilizzare per la ricezione dei file.

Se il soggetto passivo ha aderito al servizio, il SdI recapiterà fatture e note di variazione attraverso il canale e l’indirizzo telematico registrati indipendentemente da quanto è stato indicato nel campo “Codice Destinatario”.

Tale campo avrà invece rilevanza qualora il cessionario/committente non intenda utilizzare il servizio di registrazione sopra esposto.

In tale ipotesi, infatti, il soggetto emittente sarà tenuto a indicare il codice destinatario fornito dal cessionario/committente.

Il Sistema di Interscambio recapiterà la fattura all’indirizzo corrispondente al codice destinatario indicato nel file della fattura.

Conclusivamente, qualora il cliente non comunichi alcun indirizzo telematico, oppure sia un consumatore finale ovvero operatore con regime di vantaggio o forfettario o piccolo agricoltore, sarà sufficiente compilare solo il campo “Codice Destinatario” con valore “0000000”, ma il fornitore dovrà rilasciare, come già detto, al suo cliente una copia su carta della fattura inviata al SdI comunicandogli che potrà consultare e scaricare l’originale nella sua area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Nel caso in cui l’amministratore di condominio o i condomini ricevano una fattura contenente un errore, il soggetto che ha trasmesso il file al Sistema d’interscambio (ed emesso la fattura) dovrà provvedere alla presentazione di un nuovo documento di variazione.

A differenza di quanto accade per le fatture emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione, i privati non possono decidere di rigettare una fattura.

Da qui l’esigenza, in caso di errore, di trasmettere una nota di variazione tramite il sistema d’interscambio.

L’Agenzia delle entrate con il provvedimento prot. 524526/2018 del 21 dicembre 2018, nel rispetto delle linee guida del garante della privacy e ha tutela dei dati personali contenuti nelle fatture elettroniche, ha stabilito, tra l’altro, che non ci può essere una banca dati delle fatture dell’Agenzia delle entrate e che saranno memorizzati solo i dati fiscali necessari per i controlli automatizzati. L’Agenzia potrà archiviare le fatture solo su richiesta dei contribuenti che avranno necessità di consultarle.

Al riguardo, l’Agenzia delle entrate con il provvedimento de quo, novella dunque le regole attinenti alla memorizzazione delle e-fatture e quelle concernenti l’utilizzo di servizio di consultazione da parte di contribuenti e intermediari.

Inizialmente, infatti, l’Agenzia delle entrate aveva fatto confluire nella fattura elettronica tutti i dati completi contenuti nel file XML, compresi quelli contenenti la descrizione delle operazioni di cessioni di beni e servizi come sconti, abitudini di consumo, utenze telefoniche, biglietti ferroviari o aerei, pedaggi autostradali, pernottamenti ecc.

Tale circostanza era stata ritenuta contraria ai principi di minimizzazione e privacy by design introdotti dal nuovo Regolamento Europeo sul Trattamento dei Dati Personali (GDPR).

Su tale punto l’Agenzia delle entrate ha chiarito che escluderà tali campi dai file XML che andrà a memorizzare, fermi rimanendo:

gli altri dati obbligatori di cui all’art. 21 e 21-bis del DPR n. 633/1972 e fiscalmente rilevanti,
le informazioni obbligatorie indicate nelle specifiche tecniche allegate al Provvedimento n. 89757 dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018 (es. tipo di documento emesso, “codice destinatario”), indispensabili ai fini di una corretta trasmissione della fattura al soggetto destinatario, mediante utilizzo Sistema d’Interscambio.
altre informazioni facoltative utili ad agevolare la gestione digitale dei flussi di fatturazione che, anche se non obbligatorie, sono state comunque previste nel predetto provvedimento (riferimenti dell’ordine, del trasporto dei beni o del pagamento).
Sulla consultazione e download delle fatture elettroniche, in precedenza estesa a tutti i contribuenti, l’Agenzia ne propone la limitazione ai soli casi in cui il consumatore finale aderisca espressamente a tale servizio (adeguandosi così ai rilievi del Garante della privacy). Qualora non vi sia tale adesione, l’intero file XML sarà memorizzato solo al fine di metterlo a disposizione nell’area riservata del contribuente o nei casi in cui il recapito non sia possibile. Una volta consegnata la fattura elettronica, si provvederà alla cancellazione dei dati “non fiscali” e saranno mantenuti presso l’Agenzia i soli dati fiscali rilevanti ai fini degli accertamenti.

La mancata adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici comporta la cancellazione dei file memorizzati nel periodo transitorio entro 30 giorni dal termine del periodo per effettuare l’adesione.

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