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Esonero spese condominiali e vessatorietà della clausola

Secondo la Cassazione civile, sezione II, 23 luglio 2019, n. 19832, le norme del codice del consumo sono applicabili alle convenzioni di ripartizione delle spese condominiali predisposte dal costruttore, o dall'originario unico proprietario dell'edificio condominiale, poiché oggettivamente ricollegabili all'esercizio dell'attività imprenditoriale o professionale da quello svolta, e sempre che il condomino acquirente dell'unità immobiliare di proprietà esclusiva rivesta lo status di consumatore, agendo per soddisfare esigenze di natura personale, non legate allo svolgimento di attività imprenditoriale o professionale.

La deroga convenzionale ai criteri codicistici di ripartizione delle spese condominiali può arrivare a dividere in quote uguali tra i condomini gli oneri generali e di manutenzione delle parti comuni, e finanche a prevedere l'esenzione totale o parziale per taluno dei condomini dall'obbligo di partecipare alle spese medesime. Nella fattispecie in esame, tuttavia, il Tribunale aveva escluso che la vessatorietà della clausola potesse essere fatta valere nei confronti della società ricorrente: questa era beneficiaria dell'esonero dalle spese ma non il soggetto che aveva venduto gli immobili.

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