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Opera che incide sul diritto di veduta

Secondo la Corte di Cassazione, ordinanza n. 5732, del 27 febbraio 2018, quando l'opera che incide sul diritto di veduta è realizzata non su un'area comune, bensì su una di proprietà esclusiva, quand'anche gli immobili in questione facciano parte di un fabbricato in condominio, non può trovare applicazione la norma speciale e, quindi, prevalente, dettata dall'art. 1102 codice civile. I comproprietari di un appartamento in condominio convenivano in giudizio, dinanzi al Tribunale, i comproprietari di un'altra unità immobiliare ubicata nel medesimo condominio, per sentirli condannare alla rimozione di una tettoia con relativi pali di sostegno realizzata nell'area scoperta di proprietà esclusiva degli stessi, in violazione delle distanze imposte dall'art. 907 codice civile.

I convenuti nel costituirsi opponevano l'applicabilità dell'art. 1102 c.c. e, pertanto, l'utilizzo del bene comune.

Il Tribunale rigettava la domanda, tuttavia, a seguito del gravame, la Corte d'appello di Bologna condannava i convenuti a rimuovere la costruzione fino al rispetto della distanza legale.

Veniva proposto ricorso  per Cassazione, i soccombenti eccependo la violazione e falsa applicazione degli artt. 907 e 1102 del codice civile.

La Suprema Corte ritiene il motivo infondato, essendo accertato in fatto che, come peraltro ammesso dallo stesso ricorrente, sebbene le due unità immobiliari dei contendenti si trovino in un condominio, il manufatto di cui si denuncia l'illegittimità è stato posto non su di un'area comune, ma a copertura di un'area scoperta annessa alla proprietà esclusiva del ricorrente, e a sua volta appartenente a quest'ultimo in regime di proprietà esclusiva.

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