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Diritto alla provvigione in caso di c.d. acquiescenza verso l'attività del mediatore

Secondo Ordinanza 7 gennaio 2019 n. 120 della Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione il rapporto di mediazione, inteso come interposizione neutrale tra due o più persone per agevolare la conclusione di un determinato affare, non postula necessariamente un preventivo accordo delle parti sulla persona del mediatore, ma è configurabile pure in relazione a una materiale attività intermediatrice che i contraenti accettano anche soltanto tacitamente, utilizzandone i risultati ai fini della stipula del contratto. Ove il rapporto di mediazione sia sorto per incarico di una delle parti, ma abbia avuto poi l'acquiescenza dell'altra, quest'ultima resta del pari vincolata verso il mediatore, onde un eventuale successivo suo rifiuto non sarebbe idoneo a rompere il nesso di causalità tra la conclusione dell'affare, effettuata in seguito direttamente tra le parti, e l'opera mediatrice precedentemente esplicata. In materia di mediazione immobiliare sussiste l'obbligo di pagamento della provvigione anche della parte che non ha conferito l'incarico al mediatore ma che è stata «acquiescente» verso l'attività espletata da quest'ultimo che costituisce l'antecedente indispensabile per pervenire alla conclusione dell'affare secondo i principi della causalità adeguata.

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