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I consiglieri di condominio non possono scegliere l'impresa appaltatrice

Secondo l’ordinanza n. 33057, resa dalla Corte di Cassazione mediante deposito in cancelleria il 20 dicembre 2018, l’assemblea condominiale – atteso il carattere meramente esemplificativo delle attribuzioni che le sono riconosciute dal codice civile – può deliberare, quale organo destinato a esprimere la volontà collettiva dei partecipanti, qualunque provvedimento, anche non previsto dalla legge o dal regolamento di condominio, sempreché non si tratti di provvedimenti volti a perseguire una finalità extracondominiale. Ne consegue che ben può essere deliberata la nomina di una commissione di condomini con l’incarico di esaminare i preventivi di spesa per l’esecuzione di lavori, le cui decisioni sono vincolanti per tutti i condomini – anche dissenzienti – solamente perché rimesse all’approvazione, con le maggioranze prescritte, dell’assemblea, le cui funzioni non sono delegabili a un gruppo di condomini .

La commissione condominiale non può deliberare lavori di manutenzione o approvare spese che non siano state decise preventivamente o ratificate in seguito dall’assemblea. L’assemblea condominiale può deliberare la costituzione di una commissione di condomini al fine di vagliare i vari preventivi di spesa relativi ai lavori di manutenzione da eseguire sull’immobile condominiale e, quindi, individuare quale sia quello più consono ai bisogni del condominio.

Ma, poiché il contratto di appalto alla ditta esecutrice deve essere stipulato solo dall’amministratore, e quest’ultimo non può agire se non ha ottenuto prima il via libera dell’assemblea, è solo quest’ultimo l’organo deputato ad approvare spese per il condominio.

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