Collocazione di antenne | Arpe Roma

Collocazione di antenne TV nella proprietà altrui

Secondo la Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza 30 marzo-7 luglio 2017, n. 16865, con riguardo a un edificio in condominio e all’installazione di apparecchi per la ricezione di programmi radio-televisivi, il diritto di collocare nell’altrui proprietà antenne televisive, riconosciuto dagli artt. 1 e 3 della legge 6 maggio 1940, n. 554 e 231 del d.P.R. 29 marzo 1973 n. 156, è subordinato all’impossibilità per l’utente di utilizzare spazi propri per i servizi radiotelevisivi, giacché altrimenti sarebbe ingiustificato il sacrificio imposto al proprietario dell’immobile gravato (cfr. Cass. 06/05/2005, n. 9393, relativa proprio al caso dell’installazione, da parte d’alcuni condomini, di un’antenna televisiva su un terrazzo di proprietà esclusiva), considerato che il diritto all’installazione non comporta anche quello di scegliere a piacimento il sito preferito per l’antenna (Cass. 21/04/2009, n. 9427). È opinione diffusamente condivisa in giurisprudenza che «il diritto di installare antenne radio e televisive su beni di proprietà esclusiva altrui, da parte dell’abitante dell’immobile, costituisca una facoltà che attiene all’esercizio dell’ampio diritto primario, riconosciuto dall’art. 21 Cost., alla libera manifestazione del pensiero, attraverso qualsiasi mezzo di diffusione, spettante a ogni cittadino, sia come destinatario delle manifestazioni di pensiero altrui (diritto all’informazione), comportante l’installazione di antenna ricevente, sia come soggetto attivo della manifestazione stessa (diritto alla diffusione), comportante l’installazione di antenna trasmittente: diritto che, nel predetto duplice aspetto, regolamentato dalla p.a., non incontra altro limite, nei rapporti tra privati, se non quello di non ostacolare il pari diritto degli altri e di non pregiudicare l’esercizio di diritti di altra natura quale quello di proprietà con il libero godimento dell’immobile» (in tal senso v. Cass. civ., sez. II, 6 novembre 1985, n. 5399; Cass. civ., sez. II, 16 dicembre 1983, n. 7418).

Tale diritto non ha contenuto reale (servitù), ma ha natura personale e il suo titolare, in virtù della detta norma, può esercitarlo indipendentemente dalla qualità di condomino, per il solo fatto di abitare nello stabile e di essere o diventare utente radio-televisivo.