Caduta in strada aperta al pubblico transito: il Comune è responsabile

In materia di incidenti stradali con lesioni, collegati a una cattiva manutenzione della via e, in particolare, delle aree poste a lato della strada, la Corte di Cassazione (ordinanza n. 3216/2017) ha stabilito che «è in colpa la P.A. la quale né provveda alla manutenzione o messa in sicurezza delle aree, anche di proprietà privata, latistanti le vie pubbliche, quando da esse possa derivare pericolo per gli utenti della strada, né provveda a inibirne l’uso generalizzato. Ne consegue che, nel caso di danni causati da difettosa manutenzione di una strada, la natura privata di questa non è sufficiente a escludere la responsabilità dell’amministrazione comunale, se per la destinazione dell’area o per le sue condizioni oggettive, l’amministrazione ne era tenuta alla manutenzione».
La Corte di Cassazione ha già più volte stabilito che l’amministrazione comunale è tenuta a garantire la circolazione dei veicoli e dei pedoni in condizioni di sicurezza, e a tale obbligo l’ente proprietario della strada viene meno non solo quando non provvede alla manutenzione di quest’ultima, ma anche quando il danno sia derivato dal difetto di manutenzione di aree limitrofe alla strada, atteso che è comunque obbligo dell’ente verificare che lo stato dei luoghi consenta la circolazione dei veicoli e dei pedoni in totale sicurezza (Sez. 3, Sentenza 11.11.2011 n. 23562, Rv. 620514). 
Infatti, il Comune che consenta alla collettività l’utilizzazione per pubblico transito, di un’area di proprietà privata, si assume l’obbligo di accertarsi che la sua manutenzione, e quella dei relativi manufatti non sia trascurata. Ne consegue che l’inosservanza di tale dovere di sorveglianza, che costituisce un obbligo primario della P.A., per il principio del neminem laedere, integra gli estremi della colpa e determina la responsabilità per il danno cagionato all’utente dell’area, non rilevando che l’obbligo della manutenzione incomba sul proprietario dell’area medesima.