Attività di edilizia libera | Arpe Roma

Attività di edilizia libera

LACCORDO TRA STATO, REGIONI E COMUNI

Glossario unico per le attività di edilizia libera

Gli interventi edili o impiantistici per i quali non è necessario dare comunicazione o richiedere autorizzazione ai comuni

La legislatura o meglio lattività del governo ha visto pochi giorni prima della tornata elettorale lapprovazione, in Conferenza unificata Stato, regioni e comuni, dellIntesa su uno schema di decreto interministeriale relativo alla definizione del Glossario unico per le attività di edilizia libera.

Si tratta dinterventi riconducibili non solo al settore edile, ma anche a quello impiantistico e per i quali non è necessaria la presentazione presso i comuni di alcuna pratica edilizia, né di tipo autorizzativo, né di tipo comunicativo. La predisposizione del Glossario era unattività indicata dallarticolo 1 co. 2 del decreto legislativo 222/2016 la cui emanazione era in teoria prevista per febbraio dello scorso anno e avrebbe dovuto avere una portata ben maggiore ricomprendendo lelenco delle principali opere edilizie con lindicazione, elemento questo molto importante, della categoria edilizia di appartenenza. Tutto ciò per individuare se lattività edilizia esercitata rientrasse nella categoria della manutenzione ordinaria o straordinaria, oppure della ristrutturazione edilizia e via discorrendo e di qui quale procedura amministrativa seguire: comunicazione dinizio lavori asseverata, segnalazione certificata dinizio attività o permesso di costruire.

Infatti, spesso si è in presenza, anche effetto della cosiddetta legislazione concorrente Stato – regioni di fattispecie che, a seguito di leggi regionali o dindirizzi locali, sono eseguite con titoli abilitativi edilizi diversi da regione a regione o addirittura tra i comuni. A ciò si aggiunga che dal 2001, anno di emanazione del Testo Unico dellEdilizia (DPR 380/01), a oggi il legislatore è intervenuto più volte introducendo nuove tipologie di opere, interpretando e modificando le categorie dintervento in un crescendo quasi rossiniano con il risultato che parlare di Testo Unico fa ormai sorridere. Ecco allora che lesigenza più immediata probabilmente sarebbe stata non solo di redigere un Glossario ma piuttosto di rimettere ordine in un mondo che si è andato sempre più rimescolando. Purtroppo questa considerazione è valida anche per altre parti del DPR 380, dove le modifiche e le integrazioni sono state meno evidenti rispetto ai titoli abilitativi edilizi, ma altrettanto importanti e con conseguenze tuttaltro che minime sullattività dei tecnici di settore e sui cittadini.

Comunque a parte queste considerazioni è opportuno tornare alla questione del Glossario che chiude, per cosi dire, unattività importante seguita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e per essa dal Ministro per le semplificazioni in questa legislatura.  Infatti, la modulistica unica, la conferenza dei servizi, lindividuazione degli interventi soggetti ad autorizzazione paesaggistica semplificata, il regolamento edilizio tipo, sono stati alcuni dei temi sui quali si è incentrato in questi mesi il dibattito tra parti sociali, enti locali e Stato raggiungendo dei risultati globalmente positivi soprattutto se saranno correttamente declinati a livello di regioni e comuni. 

Mettere allo stesso tavolo Stato, e per esso i ministeri interessati, e soprattutto le rappresentanze degli enti locali e delle professioni non è stato facile anche perché ormai la partita delle competenze Stato – Regioni dopo la riforma del Titolo V della Costituzione e il referendum, si gioca sempre di più sul filo del rasoio con buona pace della necessità per i cittadini di avere regole certe e magari anche procedure semplici da seguire. La formula dellIntesa, da adottare in conferenza unificata, è però ormai rodata e spesso nella fase di dibattito preliminare consente di superare eventuali attriti. Soprattutto lo permette se è preceduta da un attento lavoro preliminare di scambio didee tra tutti gli interessati cosa questa accaduta anche per il Glossario.

Rispetto alle indicazioni iniziali del decreto legislativo 222, lavere individuato un primo elenco di opere classificabili come edilizia libera potrebbe sembrare riduttivo rispetto allindicazione generale di tutte le tipologie edilizie, ma in realtà costituisce un successo che conferma la bontà del metodo scelto e lascia ben sperare per il futuro. Infatti, quasi in contemporanea rispetto alla previsione della redazione del Glossario, presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è stato attivato un gruppo di lavoro per lauspicata revisione del testo unico delledilizia in modo tale che alla fine si potranno esaminare tutte le questioni aperte di cui si è fatto cenno.  E allora in una logica non solo di semplificazione, ma anche di sportello unico, forse la scelta migliore sarebbe stata quella di mettere a fattor comune sin dallinizio le due attività per giungere a un risultato unitario, ma cosi non è avvenuto. Tornando comunque alla questione del Glossario unico e delle opere classificate come attività edilizia libera lelenco allegato al decreto interministeriale in corso di emanazione non esaustivo di quelle opere che sono realizzabili senza necessità di alcun titolo abilitativo edilizio salvo che non sussistano particolari situazioni derivanti, ad esempio, dalla presenza di vincoli paesaggistici. 

In questa prima fase, a beneficiare di maggiore chiarezza e certezza per il cittadino sono gli interventi di manutenzione straordinaria, compresa la realizzazione di piccoli manufatti complementari o di arredo quali barbecue, forni e gazebi di limitate dimensioni. 

Lintervento del legislatore ha riguardato anche quelle opere classificabili come manutenzione, ma che nello stesso tempo possono comportare linserimento di limitati elementi di natura innovativa (ad esempio la posa in opera di una guaina o di un isolante nel caso di sostituzione del manto di copertura o del piano di calpestio del lastrico solare). I chiarimenti hanno ovviamente interessato opere anche non edilizie, come ad esempio gli impianti tecnologici di vario genere, dalle antenne per la ricezione di programmi  televisivi, ai climatizzatori, ai dispositivi anti intrusione (inferriate o grate) che spesso nella ormai normale percezione del cittadino sono in genere eseguiti liberamente, ma non sono considerati interventi edilizi, e non richiedono unautorizzazione, fatte salve quelle previste da eventuali clausole regolamentari (per esempio in un condominio).  Insomma questo primo elenco del Glossario delledilizia libera rappresenta un nuovo passo di un percorso avviato con lo sportello unico delledilizia, e proseguito con la modulistica unificata passando per la modifica della conferenza dei servizi il tutto a fronte di un continuo rischio di scontro tra lo Stato e le regioni, evitato solo grazie al dialogo.