A Roma è mancata la visione del futuro

INTERVISTA A EDOARDO BIANCHI, PRESIDENTE DELL’ACER

 Non è più rinviabile un ampio piano di interventi finalizzati a riqualificare intere porzioni della città «Ci auguriamo che nei prossimi anni non siano reintrodotte politiche fiscali penalizzanti»

Edoardo Bianchi è dal 2013 Presidente dell’Associazione dei Costruttori Edili di Roma e Provincia (ACER) per il quadriennio 2013-2017. Cinquant’anni, laurea in Giurisprudenza, Bianchi è legale rappresentante e direttore tecnico della Romana Scavi s.r.l., società che opera principalmente nel settore delle infrastrutture stradali dal 1949. La Proprietà Edilizia l’ha intervistato.

 

Ad iniziare da Barcellona sono tanti i centri urbani europei che nell’ultimo decennio hanno fatto dello sviluppo della città uno straordinario manifesto di civiltà moderna orientata a coniugare l’assetto preesistente con le nuove istanze sociali, culturali, infrastrutturali, turistiche portando enormi ritorni in termini di economia e lavoro. Nel nostro Paese, e Roma stessa ne è un esempio, cosa ha ostacolato finora il rilancio urbano? Governance sbagliata? Troppa burocrazia o pochi investimenti? Mancano le norme o i progetti?

     Siamo tutti fermamente convinti che la ripresa economica del nostro settore passi dalle città, il cui attuale assetto infrastrutturale e urbanistico è fortemente deficitario e, comunque, non adeguato alle nuove esigenze, ormai palesi da anni.

     Sono evidenti le numerose istanze sociali, infrastrutturali, turistiche e ambientali che non trovano risposte in molte nostre grandi città, prima fra tutte la Capitale.

     A Roma credo che la mancanza di risorse pubbliche e private non sia l’ostacolo principale che ne impedisce il rilancio.

     Credo invece che tale impasse dipenda soprattutto da una mancata visione del futuro della città da parte dei soggetti politici che negli ultimi anni l’hanno amministrata, da una burocrazia sempre più autoreferenziale e poco incline all’assunzione di responsabilità. Sicuramente mancano anche progetti adeguati e norme che li rendano facilmente attuabili ma tali carenze assumono carattere subordinato rispetto al deficit di prospettiva.

 

Il settore delle costruzioni è ritenuto spesso responsabile del declino ambientale e territoriale del nostro Paese: frane, terremoti, consumo del suolo, tutto porta inevitabilmente alla conclusione, un po’ populistica, che si sia costruito troppo e male. C’è davvero un nesso causale in tutto ciò? Se è vero che le nostre città richiedono una rinnovata responsabilità pubblica e privata qual è il ruolo del settore delle costruzioni?

     Roma ha subito negli anni una pesante espansione edilizia spontanea, equivalente a quasi il 50% delle previsioni di piano regolatore.

     Tale fenomeno ha determinato un indiscriminato consumo di suolo, con ripercussioni ambientali non irrilevanti, un livello edilizio molto scadente e infrastrutture non adeguate.

     È evidente, in questo stato di cose, la responsabilità pubblica che non ha impedito il propagarsi di un fenomeno così palese, così come appare non più rinviabile un ampio piano di interventi finalizzati a riqualificare intere porzioni della città.

     L’Associazione dei costruttori romani ha da sempre denunciato pubblicamente l’espansione spontanea di Roma a danno, non solo della città e dell’ambiente, ma anche dell’edilizia legale che nell’Associazione si è sempre riconosciuta.

     Il settore delle costruzioni ha potenzialità tecniche, organizzative ed economiche per affiancare l’Amministrazione in un ampio programma di recupero e riqualificazione. Servono decisioni e strumenti normativi e procedurali adeguati.

 

Infrastrutture, sostenibilità, efficienza energetica, riqualificazione del patrimonio edilizio esistente: il futuro apre grandi opportunità di mercato per le imprese di costruzioni. Saranno pronte a compiere il grande salto?

     Certamente. Ho già accennato alle potenzialità delle nostre imprese per offrire prodotti sostenibili, tecnologicamente avanzati ed energeticamente efficienti.

     Siamo convinti che grandi opportunità potranno aprirsi per il nostro settore e siamo pronti ad accogliere la sfida.

 

Casa che compri tassa che trovi: quanto pesa l’incertezza fiscale nelle scelte degli italiani? Finalmente il Governo riuscirà a porre fine all’annoso dibattito?

            L’incertezza fiscale ha contribuito in maniera determinante alla crisi del settore immobiliare. Le recenti novità contenute nella legge di stabilità 2016 vanno nella direzione giusta e ci auguriamo che il Governo possa ulteriormente intervenire a sostegno dell’accesso alla casa per tutte le categorie di cittadini e che, nei prossimi anni, non siano reintrodotte politiche fiscali penalizzanti.

 

Che spazio occupano le politiche abitative nella riqualificazione urbana e sociale? L’emergenza casa solo un problema delle istituzioni pubbliche? Le associazioni di categoria e dell’utenza potrebbero moltiplicare le opportunità di successo attraverso alleanze e sinergie?

     Le politiche abitative sono elemento qualificante per la riqualificazione urbana e sociale. L’emergenza casa, che nella nostra città ha assunto livelli preoccupanti, potrà essere risolta o contenuta solamente con una stretta collaborazione tra istituzioni e mondo imprenditoriale.